Le politiche per la riduzione del farmaco veterinario nei Paesi Bassi

La Direzione generale per la salute e la sicurezza alimentare (DG SANTE) della Commissione europea ha pubblicato la relazione finale di una missione conoscitiva svolta nei Paesi Bassi lo scorso settembre al fine di raccogliere informazioni sull’attuazione delle misure volte ad affrontare le questioni relative alla resistenza antimicrobica legata all’uso di medicinali veterinari, e identificare esempi di buone pratiche che possono essere utili ad altri Stati membri.

In generale, nei Paesi Bassi negli ultimi anni vi è stata una significativa riduzione dell’uso di antibiotici negli animali (-58,4% del fatturato dal 2009 al 2015). Dal momento che sono state concordate politiche per un prudente utilizzo c’è stata una diminuzione chiara nei livelli di resistenza antimicrobica nei polli da carne, nei vitelli e nei maiali.

Le politiche sono state definite da un partenariato pubblico-privato. Le parti interessate dei principali settori zootecnici, avicolo, suinicolo e della carne rossa, in collaborazione con la Royal Netherlands Veterinary Association, hanno la responsabilità di applicare misure efficaci e semplici, e sono controllate dal governo nazionale. Questa cooperazione pubblico-privato ha portato alla creazione di un organismo indipendente (l’Autorità olandese dei Medicinali per uso veterinario) che analizza i dati sull’uso degli antimicrobici a livello di azienda e imposta i parametri di riferimento.

Le buone pratiche applicate nei Paesi Bassi comprendono la trasparenza della registrazione e dell’analisi comparativa dell’uso degli antibiotici negli allevamenti, l’analisi comparativa dei modelli di prescrizione dei veterinari, il rafforzamento del ruolo dei veterinari, l’adozione di misure volte a migliorare la salute degli animali e la promozione di un uso prudente del farmac, in linea con gli obiettivi ufficiali di riduzione.

La promozione dell’uso prudente degli antibiotici negli animali è stata realizzata anche mediante l’attuazione di politiche basate sulla consulenza di esperti scientifici, il monitoraggio della resistenza antimicrobica e la promozione di ricerche e iniziative specifiche volte alle organizzazioni di produttori, con il sostegno del governo. Queste iniziative hanno goduto della supervisione e del controllo ufficiale, applicando l’approccio “One Health”.

La relazione evidenzia che, in un periodo di tempo relativamente breve, possono essere raggiunti interessanti risultati nella riduzione dell’uso di antibiotici negli animali, e dell’associata resistenza antimicrobica, salvaguardando nel contempo la salute e il benessere degli animali, la redditività economica dei produttori e evitando un approccio eccessivamente normativo. Nel prossimo futuro, saranno sviluppate ed applicate strategie di riduzione specifiche per settore. Le strategie future si concentreranno più specificamente sulle aziende agricole e sui veterinari che evidenzino  rispettivamente un uso elevato e persistente o alti livelli di prescrizione degli antibiotici.

Alcuni aspetti delle misure messe in atto nei Paesi Bassi potrebbero servire come un esempio di potenziali buone pratiche in altri Stati membri.

Fonte Commissione europea