Le più recenti opzioni di trattamento del Circovirus suino

La sostenibilità della salute dei suini ed efficaci strategie di vaccinazione, sono essenziali per controllare i danni causati dal Circovirus suino. Infatti, a causa dell’associazione tra il Circovirus e una serie di condizioni sanitarie dei suini, è importante gestire lo stato di salute globale dell’allevamento. Il Circovirus è quasi sempre individuato in combinazione con altri agenti patogeni e la mortalità può essere molto alta.

Di solito, per trattare le infezioni secondarie, vengono utilizzati gli antibiotici, ma anche alcuni anti-infiammatori” ha affermato Brad Leuwerke del Centro Veterinario degli Stati Uniti “Ma non esistono buone strategie di mitigazione del circovirus“.

Nei casi gravi, il consiglio è rimuovere gli animali malati nell’infermeria per la cura. I vaccini o i trattamenti preventivi per la sindrome riproduttiva e respiratoria suina (PRRS) e il miocoplasma possono contribuire a ridurre la pressione delle malattie all’interno dell’allevamento.

In generale il miglioramento dello stato di salute dell’allevamento è importante, e occorre utilizzare un approfondito programma di biosicurezza.Prima che il vaccino PCV2 venisse reso disponibile, il riferimento era il piano Madec’s 20-point” ha spiegato il dottor Grosse Liesner, responsabile tecnico globale dei vaccini suinicoli di Boehringer Ingelheim Animal Health “Comprende misure per migliorare la biosicurezza, ridurre la trasmissione del virus e migliorare la capacità dei maiali di far fronte alle infezioni. È poi confermato che gli stressori aggravano le infezioni da PCV2“.

Per evitare la perdita di prestazioni associate a Circovirus vengono anche utilizzati integratori alimentari. Si pensa che aggiungendo alle diete dei suinetti antiossidanti naturali e altri estratti vegetali sia possibile combattere il virus. Allo stesso modo, sostenere il sistema immunitario dei suini, rende il suino meno suscettibile ad infezioni secondarie e permette un recupero più rapido.

Negli Stati Uniti solo dal 2006 sono stati resi disponibili i vaccini commerciali che hanno funzionato molto bene. “La performance dei suini è migliorata notevolmente“, ha detto Liesner. “Tuttavia, l’offerta era limitata, e fino al 2008 non vi era un’offerta stabile. Malgrado ciò la malattia ha cominciato ad essere sotto controllo”.

Per il Circovirus esistono diversi vaccini. Il programma varia a seconda del vaccino utilizzato. Alcuni richiedono solo una dose, mentre altri richiedono una o più dosi di rinforzo. Le strategie differiscono anche se si parla di riproduttori o suini da ingrasso. I prodotti mono-dose sono generalmente somministrati ai suinetti poco prima dello svezzamento. Nei programmi a due dosi, la seconda somministrazione avviene tre o quattro settimane dopo lo svezzamento. “L’obiettivo è creare l’immunità nei suinetti prima che entrino in contatto con il virus” ha sottolineato Leuwerke. “Se questo non è stato possibile allora il vaccino li proteggerà almeno nei sei mesi successivi“.

Lo stato di salute del suino e la minaccia rappresentata dal Circovirus influenzerà anche le decisioni su come e quando vaccinare. “In rari casi può essere suggerita un’ulteriore vaccinazione nei suini più anziani“, ha detto Leuwerke. “Tutti gli animali in sostituzione dovrebbero essere vaccinati da uno a due mesi prima dell’ingresso in allevamento. In questo caso le fatto scrofe non dovranno essere nuovamente vaccinate“.

Leuwerke inoltre consiglia, nel caso di una interruzione della routine, di effettuare una vaccinazione di massa. I produttori possono essere avvisati di un problema dalla riduzione dei tassi di concepimento o dalla presenza di suinetti deboli.

Recenti studi hanno dimostrato che PCV2 potrebbe influire sulle prestazioni riproduttive delle scrofe più vecchie“, ha ribadito Grosse Liesner. “Pertanto, la vaccinazione di massa può avere effetti positivi“.

A differenza di alcuni altri virus, l’immunità dal Circovirus non passa dalla scrofa ai suinetti, ma garantisce piena protezione fino alla macellazione. È pertanto essenziale avere strategie efficaci per garantire l’immunità sia nell’allevamento da ingrasso che in quello di riproduttori. “Se vi sono problemi nei suini da ingrasso è opportuno verificare l’efficacia della strategia di vaccinazione anche nei suinetti. Assicurare la somministrazione della giusta dose al momento giusto è il modo migliore per controllare la malattia“.

Numerosi documenti dimostrano che la vaccinazione dei suinetti porta a  benefici prestazionali, tra cui il miglioramento del guadagno di peso medio giornaliero, una migliore uniformità, la riduzione della mortalità, una migliore conversione dei mangimi e una riduzione dell’uso di antibiotici.

Alcuni ricercatori hanno calcolato il ROI (return on investment), in ambito commerciale, dei vaccini PCV2 compresi tra 6:1 e 8:1. Anche in condizioni sperimentali, dove i suini erano esenti da altre malattie, il ROI era di 3:1. Questi risultati mostrano che in condizioni subcliniche il virus può nascondere perdite di prestazioni. La vaccinazione, tuttavia, non impedisce l’esposizione del suino al PCV2. Il virus, infatti, può ancora essere rilevato in allevamenti con una protezione ottimale. La riduzione dello stress attraverso un corretto accasamento, la giusta alimentazione ed elevati livelli di biosicurezza sono sempre essenziali per gli animali.

Fonte WattAgNet