Le misure della Commissione contro influenza aviaria e peste suina africana

A seguito della rilevazione del focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità del sottotipo H5N8 in un allevamento di tacchini da ingrasso in Tótkomlós, nella contea ungherese di Békés, la Commissione europea ha chiesto una maggiore vigilanza da parte delle autorità degli Stati membri e del settore avicolo dell’Unione europea, e l’intensificazione dei livelli di biosicurezza negli allevamenti di pollame.

Questa epidemia è causata dallo stesso ceppo di origine asiatica rilevato in un uccello selvatico nella stessa zona la settimana prima. Questa ed altre epidemie in tutta l’UE segnano la circolazione stagionale dei virus dell’influenza aviaria.

Le misure di protezione per rispondere allo scoppio per le zone colpite sono state riviste e confermate nel corso della riunione del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (PAFF) lunedi 7 novembre.

Nel corso della stessa riunione, la Commissione ha presentato un aggiornamento delle misure di controllo della UE per combattere la diffusione della peste suina africana (ASF) in Lettonia, Lituania e Polonia, stabilite dopo la recente riunione interministeriale che ha avuto luogo a Varsavia. Le nuove misure tengono conto dell’evoluzione positiva della situazione del settore suino domestico in Lettonia e Lituania, che ha permesso la sospensione di alcune restrizioni esistenti.

Allo stesso tempo, i nuovi casi sono stati di ASF rilevati nei cinghiali in Lettonia e Polonia, hanno portato ad un adeguamento delle aree riservate in questi due paesi. La Commissione ha insistito sull’importanza di una maggiore biosicurezza negli allevamenti di suini e la necessità di misure di spopolamento mirate per i cinghiali, escludendo una controproducente caccia massiccia.

Fonte Efpra