Le Decisioni della Commissione sulla sorveglianza e la lotta alla peste suina africana

Nel corso di agosto sulla Gazzetta ufficiale europea sono state pubblicate alcune Decisioni della Commissione relativamente alle misure di sorveglianza e lotta dei casi di peste suina africana identificati in Polonia e in altri paesi europei.

Sulla Gazzetta ufficiale europea L 216 dell’11 luglio 2016 è stata pubblicata la Decisione di esecuzione (UE) 2016/1367 della Commissione del 10 agosto 2016 relativa ad alcune misure protettive contro la peste suina africana in Polonia.
La Polonia ha informato la Commissione dell’attuale situazione della peste suina africana sul suo territorio e, conformemente all’articolo 9 della direttiva 2002/60/CE, ha istituito zone di protezione e sorveglianza nelle quali applicare le misure di cui agli articoli 10 e 11 di tale direttiva.

Per prevenire inutili perturbazioni degli scambi all’interno dell’Unione ed evitare che paesi terzi impongano ostacoli ingiustificati agli scambi è necessario descrivere, a livello di Unione, le aree istituite quali zone di protezione e sorveglianza per la peste suina africana in Polonia, in collaborazione con detto Stato membro.

Di conseguenza le aree identificate come zone di protezione e sorveglianza in Polonia dovrebbero essere indicate nell’allegato della presente decisione. Per questo attraverso l’articolo della Decisione in esame la Polonia garantisce che le zone di protezione e sorveglianza istituite in conformità dell’articolo 9 indicato, comprendono almeno le aree elencate come zone di protezione e sorveglianza nell’allegato della presente decisione. che si applica fino al 30 settembre 2016.

Sulla stessa Gazzetta è stata pubblicata la Decisione di esecuzione (UE) 2016/1372 della Commissione del 10 agosto 2016 che modifica l’allegato della decisione di esecuzione 2014/709/UE recante misure di protezione contro la peste suina africana in taluni Stati membri, per quanto riguarda le voci relative a Lettonia e Polonia.

Nell’agosto 2016 si sono verificati casi di peste suina africana in popolazioni di suini selvatici nella zona di Tukums in Lettonia. Tale zona figura nella parte I dell’allegato della decisione di esecuzione 2014/709/UE ed è nelle immediate vicinanze delle zone della Lettonia non soggette a restrizioni.

Nell’agosto 2016 si è verificato un focolaio di peste suina africana nei suini domestici a Gulbenes, in Lettonia,che figura nella parte II dell’allegato di tale decisione. Il verificarsi di questo secondo focolaio costituisce un aumento del livello di rischio che deve essere preso in considerazione.

Nell’agosto 2016 si è verificato un focolaio di peste suina africana nei suini domestici nella provincia di Wysokie Mazowieckie in Polonia, in una zona attualmente elencata nella parte I dell’allegato della decisione di esecuzione 2014/709/UE.

Nell’agosto 2016 si è verificato un altro focolaio di peste suina africana nei suini domestici a nella provincia di Siemiatycze, in Polonia, nelle immediate vicinanze del confine con la Bielorussia.  Alcune zone della Polonia di cui alla parte I dovrebbero pertanto essere ora elencate nella parte III e alcune nuove zone della Polonia dovrebbero essere inserite nell’elenco di cui alla parte I dell’allegato della decisione di esecuzione 2014/709/UE.

L’evoluzione della situazione epidemiologica attuale nell’Unione per quanto riguarda la peste suina africana nelle popolazioni di suini selvatici colpite dovrebbe essere tenuta in considerazione nella valutazione dei rischi zoosanitari rappresentati da tale malattia in Lettonia e Polonia. 

Per questo in base all’articolo 1 della Decisione in esame l’allegato della decisione di esecuzione 2014/709/UE è sostituito dall’allegato della presente decisione.

Inoltre sulla Gazzetta ufficiale europea L. 228 del 23 agosto 2016 è stata pubblicata la Decisione di esecuzione (UE) 2016/1405 della Commissione del 22 agosto 2016 che modifica l’allegato della decisione di esecuzione 2014/709/UE recante misure di protezione contro la peste suina africana in taluni Stati membri.

Nell’agosto 2016 si sono verificati due focolai di peste suina africana nei suini domestici nella provincia di Biaija Podlaska in Polonia, in una zona che figura attualmente nella parte I dell’allegato della decisione di esecuzione 2014/709/UE.

La Commissione osserva che nei suini domestici si sono verificati diversi nuovi focolai che, in base a prove documentali preliminari, potrebbero essere imputabili ad attività umane anziché ai suini selvatici e che sono quindi oggetto di una decisione separata della Commissione. Una volta ottenuta conferma dalla Polonia relativamente a questi focolai, le misure previste dalla presente decisione dovrebbero essere riviste al fine di escludere il rischio di diffusione della malattia nei suini selvatici.

L’evoluzione della situazione epidemiologica attuale nell’Unione per quanto riguarda la peste suina africana nelle popolazioni di suini selvatici colpite dovrebbe essere tenuta in considerazione nella valutazione dei rischi zoosanitari rappresentati da tale malattia in Polonia. Affinché le misure di protezione contro la malattia stabilite nella decisione di esecuzione 2014/709/UE possano essere mirate e per prevenire l’ulteriore propagazione della peste suina africana nonché per prevenire inutili perturbazioni degli scambi all’interno dell’Unione ed evitare che paesi terzi introducano ostacoli non giustificati agli scambi, è opportuno modificare l’elenco dell’Unione delle zone soggette a misure di protezione riportato nell’allegato di tale decisione di esecuzione per tenere conto dei cambiamenti intervenuti nell’attuale situazione epidemiologica in relazione a tale malattia in Polonia.

Con la presente Decisione l’allegato della decisione di esecuzione 2014/709/UE è sostituito dal testo che figura nell’allegato.

Infine sulla stessa Gazzetta è stata pubblicata la Decisione di esecuzione (UE) 2016/1406 della Commissione del 22 agosto 2016 relativa ad alcune misure protettive contro la peste suina africana in Polonia e che abroga la decisione di esecuzione (UE) 2016/1367.

La Polonia ha informato la Commissione dell’attuale situazione della peste suina africana sul suo territorio e, conformemente all’articolo 9 della direttiva 2002/60/CE, ha istituito zone di protezione e sorveglianza nelle quali applicare le misure di cui agli articoli 10 e 11 di tale direttiva.

Per prevenire inutili perturbazioni degli scambi all’interno dell’Unione ed evitare che paesi terzi pongano ostacoli ingiustificati agli scambi è necessario descrivere, a livello di Unione, le aree istituite quali zone di protezione e sorveglianza per la peste suina africana in Polonia, in collaborazione con detto Stato membro. Di conseguenza le aree identificate quali zone di protezione e sorveglianza in Polonia dovrebbero figurare nell’allegato della presente decisione e dovrebbe essere stabilita la durata di tale regionalizzazione.

Nell’agosto 2016 si sono verificati sei focolai nei suini domestici nelle province (powiat) di Wysokie Mazowieckie, Zambrów, Białystok e Bielsk. Considerato che la Polonia ha fornito prove documentali preliminari che tali focolai sono connessi ad attività umane e che esistono prove che la peste suina africana non è diffusa nella popolazione di suini selvatici delle zone interessate sono necessarie misure specifiche e proporzionate, tenendo anche conto del fatto che la Polonia si impegna ad attuare misure nazionali supplementari per il controllo dei movimenti degli animali e dei mercati. Tali misure dovrebbero consistere nell’applicazione delle misure previste dalla direttiva 2002/60/CE, in particolare per quanto riguarda i rigorosi vincoli di circolazione e trasporto di suini di cui agli articoli 10 e 11 di tale direttiva nelle zone raggruppate in due aree coerenti descritte nell’allegato.

In base all’articolo 1 della presente Decisione la Polonia garantisce che le zone di protezione e sorveglianza istituite in conformità dell’articolo 9 della direttiva 2002/60/CE comprendono almeno le aree elencate come zone di protezione e sorveglianza nell’allegato della presente decisione. La presente decisione si applica fino al 15 ottobre 2016. La decisione di esecuzione (UE) 2016/1367 è abrogata.