Le associazioni del F&B del Regno Unito evidenziano le priorità della Brexit

In una lettera congiunta, 26 organizzazioni di rappresentanza di tutta la catena di approvvigionamento di cibo e bevande del Regno Unito hanno concordato le 10 priorità fondamentali per i negoziati della Brexit: si tratta di alcuni aspetti necessari a proteggere la sicurezza alimentare del Regno Unito e il settore alimentare e agricolo in genere.

I legami commerciali con l’UE, dichiarano le associazioni, sono profondamente legati, così come il quadro normativo nazionale. Il cambiamento improvviso avrebbe conseguenze enormi per il settore, i suoi dipendenti e per la scelta e la disponibilità di cibo del Regno Unito.

Scriviamo per conto di molte migliaia di imprese, grandi e piccole, responsabili della produzione, del confezionamento e della distribuzione, del servizio e della vendita di alimenti e bevande. Quello agroalimentare è il settore manifatturiero più grande del Regno Unito che occupa la maggior parte di lavoratori. In tutto il Regno Unito sono circa 4 milioni le persone impegnate nella catena di approvvigionamento che va “dal campo alla forchetta”. Nutrire bene la popolazione è una questione che attiene alla sicurezza nazionale ed è vitale per il successo dell’economia britannica. Dal momento del referendum che ha sancito l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, abbiamo lavorato con il governo britannico per spiegare quello di cui abbiamo bisogno per continuare a fornire ai consumatori britannici cibi e bevande sicuri, convenienti e nutrienti.
Il settore agroalimentare del Regno Unito è leader a livello mondiale. I prodotti, i servizi e i marchi che esportiamo in tutto il mondo sono la cartina di tornasole della nostra reputazione legata alla qualità e alla provenienza dei nostri prodotti. Le opportunità per il nostro settore sono enormi. Ma l’incertezza legata alle modalità di uscita dall’UE, il futuro della nostra produzione nazionale, oltre alla possibile mancanza di professionalità specifiche e forza lavoro minacciano la redditività delle nostre attività.
I nostri legami commerciali con l’UE sono profondamente interconnessi, sia per quanto riguarda le importazioni che le esportazioni, così come i quadri normativi in cui operiamo. Queste complesse relazioni devono essere gestite con pazienza e cura. Il cambiamento improvviso avrebbe conseguenze enormi per il nostro settore, i suoi dipendenti e per la scelta e la disponibilità di alimentazione in questo paese.

Abbiamo quindi riunito tutte le rappresentanze del settore per concordare insieme le 10 priorità per i negoziati. Solo lavorando in partenariato possiamo proteggere la sicurezza alimentare del Regno Unito e offrire i posti di lavoro e la crescita di cui il Regno Unito per prosperare.

  • assicurare un adeguato periodo transitorio per aiutarci a preparare un nuovo rapporto con l’UE;
  • negoziare rapidamente il diritto di rimanere con la nostra forza lavoro e con le nostre famiglie;
  • riconoscere la peculiare natura del nostro rapporto con l’Irlanda, accettando una serie di soluzioni speciali in merito a forza lavoro, regolamentazione e frontiere;
  • fornire continui scambi commerciali bilaterali senza frontiere per offrire ai consumatori la varietà di prodotti adeguata, a un prezzo accettabile;
  • mantenere la fiducia dei consumatori nella sicurezza e nell’autenticità dei prodotti del Regno Unito attraverso un quadro normativo stabile ed equivalente;
  • collaborare per sviluppare talenti interni e assicurare una serie di consultazioni sulle esigenze del settore, prima di qualsiasi nuova normativa sull’immigrazione;
  • sostenere la nostra ambizione a favore di un accordo sul settore della strategia industriale, per sfruttare il potenziale di crescita del nostro settore e migliorarne la produttività;
  • supportare la politica di esportazione per aiutare le piccole imprese agroalimentari a sfruttare nuove opportunità, e supportare la crescita della quota britannica nel commercio internazionale;
  • fornire una base di approvvigionamento competitivo e assicurare riforme al sostegno agricolo della Gran Bretagna e alla gestione della pesca, tenendo pienamente conto delle esigenze delle comunità rurali e costiere, degli orizzonti di pianificazione e di investimento;
  • Mantenere il Regno Unito come destinazione privilegiata per le multinazionali del settore agroalimentare e incoraggiare gli investimenti interni a beneficio delle nostre comunità locali.

Riteniamo che tutti questi punti possano essere realizzati da un governo e un Parlamento impegnati a garantire il miglior risultato possibile dalla Brexit”.

Fonte Poultry News