L’aumento della produzione di carne spinge il settore mangimistico europeo

Secondo quanto riportato dall’ultimo EU Agricultural Outlook, con una maggiore produzione di carne di maiale, pollame e di prodotti lattiero-caseari, l’uso totale dei mangimi composti dovrebbe aumentare del 2,9%. Elaborato sulla base di una serie di ipotesi macroeconomiche, Il rapporto presenta le prospettive a medio termine, dei principali mercati delle materie prime agricole e del reddito agricolo dell’UE fino al 2026.

La crescita della popolazione mondiale e del reddito sosterranno la crescita della domanda globale di carne e contribuiranno a stimolare le esportazioni di carne dell’UE. Tra il 2016 e il 2026, nel mondo il consumo di carne dovrebbe aumentare del 13,5%, vale a dire di 42,6 milioni di tonnellate. In particolare la produzione di suini arriverà a 90 milioni di tonnellate all’anno, quella di bovini da carne a 54 milioni, e quella di broiler a 53 milioni. Nel corso del periodo di previsione, la spinta all’aumento dei mangimi composti arriverà in particolare dal settore avicolo e suinicolo.

Questo aumento si materializzerà soprattutto negli ultimi anni del periodo di proiezione, quando la crescita della produzione di carne di maiale e di pollame sarà più alta, anche se il tasso sarà inferiore rispetto al decennio precedente.

Il mais è la materia prima più importante per l’alimentazione animale, e copre una quota di circa il 23%; seguono il frumento da foraggio (20%) e l’orzo (16%), mentre la farina di soia oscilla intorno all’11%.

L’alimentazione dei broiler è soprattutto a base di grano e mais, ma anche la farina di soia è anche ampiamente utilizzata. L’orzo ha una quota relativamente elevata nel mix alimentare dei suini e dei bovini da carne e da latte. A differenza dell’insilato di mais, l’utilizzo del granturco è relativamente basso nell’allevamento dei bovini da latte.

L’indice del rapporto di conversione alimentare (FCR), che indica la quantità di mangime utilizzato per chilogrammo di carne (o latte) prodotto, mostra una costante diminuzione nei suini e nel pollame, indicando un uso più efficiente dei mangimi in termini di efficienza. Il calo è più marcato nella UE-15, grazie soprattutto al miglioramento genetico degli animali e agli incrementi di produttività seguiti dalle continue ristrutturazioni del settore. Per i ruminanti, il tasso FCR dovrebbe stabilizzarsi, dato che i miglioramenti nel campo della genetica e della gestione tenderanno a compensare l’intensificazione delle mandrie.

Nel corso del tempo l’UE è destinata a diventare sempre più autosufficiente nella sua fornitura di mangimi a basso contenuto proteico, dato che la produzione di grano e di cereali secondari sta aumentando più velocemente del consumo di mangime.
L’UE sta inoltre aumentando il livello di autosufficienza nei confronti dei mangimi medio-proteici, in parte grazie ai progressi nella produzione di etanolo, e in parte perché sta aumentando la produzione di siero di latte in polvere. L’UE, tuttavia, non dovrebbe migliorare il tasso di autosufficienza nel settore dei mangimi proteici (attualmente leggermente al di sotto del 33%), dato che la produzione di semi oleosi si stabilizzerà, mentre le importazioni di soia e farina dovrebbero aumentare.

Fonte All About Feed