L’allevamento all’aperto è il viatico per la vaccinazione contro l’aviaria?

Negli Stati Uniti la riforma dei programmi di sicurezza sociale è spesso definita come la “terza ferrovia” della politica americana, in riferimento alla terza ferrovia elettrificata ad alta tensione utilizzata per alimentare i treni della metropolitana. A causa delle numerose restrizioni al commercio che seguono la presenza di casi di influenza aviaria in numerosi paesi, la vaccinazione è ormai considerata la “terza ferrovia”.

Nel corso di un webinar ospitato da Watt Global Media, il dottor Leslie David Sims, consulente del Servizio Informazione Veterinaria sull’Asia del Pacifico dell’Australia, ha affermato che a livello internazionale alcuni atteggiamenti stanno cambiando in particolare quanto riguarda l’uso della vaccinazione nei confronti di alcune malattie riconosciute dall’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (OIE), tra queste anche l’influenza aviaria. I potenziali problemi associati alla vaccinazione per il controllo dell’influenza aviariam sono spesso esagerati rispetto ai benefici prodotti, e che gli stessi problemi possono essere facilmente gestiti.

Le preoccupazioni riguardano in particolare la difficoltà di distinguere gli animali infetti da quelli vaccinati, preoccupazione molto comune: ma al giorno d’oggi esistono alcune tecnologie che permettono di differenziare gli animali infetti da quelli vaccinati (DIVA). Sims ha dichiarato che i programmi di vaccinazione devono essere giudicati analizzandone gli obiettivi.

Il dottor David Swayne, direttore del Laboratorio di ricerca del Southeast Poultry Research Laboratori (ARS) del Dipartimento agricolo degli Stati Uniti (USDA), ha dichiarato: “Nel mondo sviluppato, i consumatori sono sempre più esigenti e vogliono prodotti a base di pollame freschi e provenienti da animali allevati all’aperto. Tuttavia, l’aumento dell’accesso all’aperto potrebbe aumentare il rischio di esposizione agli uccelli selvatici e quindi al virus dell’influenza aviaria“.

Secondo Swayne un maggior accesso all’esterno richiederà maggiori programmi di sorveglianza e di controllo sanitario, specialmente nei periodi in cui è possibile che gli uccelli migratori sorvolino gli allevamenti. L’industria avicola dovrà quindi considerare la vaccinazione contro l’influenza aviaria e altre malattie come un modo per proteggere la salute degli uccelli con accesso all’esterno.

Da parte sua Terrence O’Keefe redattore di Egg Industry e direttore di WATT Global Media spera che il mercato delle carni e delle uova prodotti con allevamento all’aperto possa contribuire a far accettare a livello internazionale la vaccinazione come misura di controllo dell’influenza aviaria.

Fonte WattAgNet