L’alimentazione per prevenire la peste suina africana

Un recente studio completato dai ricercatori della Kansas State University (KSU), ha rilevato che l’aggiunta di acidi grassi a catena media (MCFA) in un programma nutrizionale destinato ai suini aggiunge uno strato di protezione contro il virus della diarrea epidemica dei suini (PEDv).

Il virus della PED è un coronavirus che infetta le cellule che rivestono l’intestino tenue del maiale, causando grave diarrea e disidratazione.

Secondo il resoconto appena pubblicato dall’università, “gli acidi grassi a catena media sono una categoria di acidi grassi noti per essere facilmente assorbiti dal corpo umano, e molti di solo sono considerati necessari per vivere bene“. I ricercatori della KSU hanno concluso che questi acidi grassi a catena media hanno un impatto sull’efficienza dei mangimi e sulla crescita e il guadagno medio dei suini e, aiutando a prevenire un virus altamente dannoso per gli animali, possono rappresentare per gli allevatori un’opportunità di miglioramento dei margini economici.

L’impatto di questi risultati potrebbe essere notevole perché ora l’industria può utilizzare un unico additivo per mangimi che minimizza il rischio di trasmissione del virus e, allo stesso tempo, migliora le prestazioni degli animali” ha scritto Jason Woodworth, professore associato nel dipartimento di scienze animali nel rapporto pubblicato dall’università.

Lo studio ha concluso che i maiali hanno mostrato un aumento del guadagno giornaliero medio e dell’assunzione del mangime. Jordan Gebhart, dottorando alla KSU ha condotto il test per 35 giorni presso una delle strutture scientifiche dell’università, e questo, secondo Woodworth, rende lo studio più allettante in quanto si tratta della struttura di ricerca più avanzata dell’università.

Il test prevedeva l’aggiunta di acidi grassi di grado sintetico, che non sono al momento disponibili per produttori e relativi programmi di alimentazione. Si tratta di una sfida, ma di questo i ricercatori sono consapevoli e ora stanno cercando di trovare un modo di replicare i loro risultati usando prodotti disponibili in commercio.

Woodworth ha aggiunto che i ricercatori universitari stanno testando gli acidi grassi anche rispetto ad altri virus, batteri e agenti patogeni per trovare la combinazione più attraente per i distributori commerciali. Ciò potrebbe comportare l’utilizzo degli acidi grassi come alternativa agli antibiotici.

Fonte WattAgNet