L’accordo commerciale UE-Giappone offre nuove opportunità al settore suinicolo europeo

Secondo Rabobank il recente accordo commerciale siglato il 6 luglio scorso tra l’Unione europea e il Giappone offre all’industria suinicola europea un’ottima opportunità per aumentare le esportazioni verso est.

In un comunicato stampa, Rabobank ha infatti dichiarato che l’industria suinicola dell’UE dovrà investire nelle catene di fornitura e nelle relazioni per capitalizzare pienamente le opportunità presentate nell’ambito dell’accordo di partenariato economico.

Il commercio di maiale tra l’UE e il Giappone è già molto importante per entrambi i partner, precisa la banca. L’Europa è il più grande fornitore di maiali verso il Giappone, un paese che ha visto una crescente dipendenza dalle importazioni a causa della diminuzione della produzione nazionale. Il Giappone è la seconda principale destinazione per le esportazioni di carni suine dell’UE. Le esportazioni verso il Giappone sono cresciute costantemente negli ultimi anni, grazie alla continua disponibilità di prodotto, dato che la produzione dell’UE cresce addirittura in anticipo rispetto al consumo interno e l’industria comunitaria continua a sviluppare canali commerciali per sostituire il notevole calo di esportazioni destinate alla Russia.

Sebbene i dettagli finali non siano ancora concordati, il nuovo accordo mostra già due grandi opportunità che stimoleranno la crescita delle esportazioni suinicole della Ue, ha spiegato Rabobank.

La prima si concretizza attraverso le riduzioni tariffarie. Una volta finalizzato l’accordo il Giappone ridurrà le tariffe imposte sulle importazioni di maiali provenienti dall’UE. Il Giappone impone un regime complessivo di importazioni per le carni suine chiamato “meccanismo dei prezzi alle importazioni”, che stabilisce effettivamente un prezzo minimo per le importazioni di maiali: questo meccanismo ha come scopo sostenere la posizione competitiva dei produttori locali. Sebbene nel quadro del nuovo accordo questo meccanismo sarà generalmente mantenuto, gli esportatori dell’UE beneficeranno di una riduzione dei limiti tariffari applicati. In particolare, per tagli di maiale di alto valore il dazio del 4,3% sarà eliminato in via definitiva nei primi dieci anni dell’accordo. Inoltre, sempre per questo periodo, il dazio applicato ai tagli di basso valore sarà ridotto da 482 Yen giapponesi per Kg a 50 Yen per Kg. Rabobank ha spiegato che, a seconda del mix di prodotti esportato in Giappone, i commercianti europei potrebbero trarre vantaggio da una riduzione delle tariffe previste dal presente accordo che va dal 5% al 10%, e che renderà l’industria suinicola europea più competitiva in Giappone, rispetto ad altri importanti operatori commerciali come Stati Uniti, Canada e Messico.

Secondo Rabobank, la seconda opportunità deriva dal riconoscimento dei prodotti di indicazione geografica protetta (IGP) presenti nel nuovo accordo. Questi consentirebbero ai prodotti trasformati a base di carne ad alto valore, come i prosciutti, di mantenere il loro status IGP anche in Giappone.

Quanto esattamente questi potenziali vantaggi si concretizzeranno dipenderà dalla finalizzazione dei dettagli e dall’applicazione definitiva del nuovo accordo, e da come l’industria suinicola europea investirà per capitalizzare l’accordo. Malgrado quindi i nuovi accordi, l’industria suinicola comunitaria dovrà investire per rafforzare ulteriormente le proprie forniture in Giappone e le relazioni lungo queste catene, per trarre pieno beneficio da questa nuova opportunità commerciale.

Fonte Pig Progress