La trasmissione del virus PED attraverso polvere e mangimi

Jordan Gebhardt, candidato al dottorato e studente del Dipartimento veterinario della Kansas State University, ha illustrato i risultati di una ricerca sul virus della diarrea epidemica suina (PEDv) e la sua trasmissione attraverso mangimi e polveri.

Già dal 2013, quanto il virus della PED si diffuse negli Stati Uniti, si pensava che il mangime contribuisse alla diffusione del virus. Lo studio presentato da Gebhardt ha valutato se, per ridurre i danni negli allevamenti, sia possibile controllare la diffusione del virus all’interno degli impianti per la produzione di mangimi.

Abbiamo inoculato lotti di mangimi con il virus e li abbiamo seguiti lungo tutta la catena di distribuzione. Abbiamo poi utilizzato il PCR e la bioassay suina, per determinare se questi mangimi avessero infettato i suini sani”.

I risultati dello studio hanno mostrato che il mangime inoculato ha generato una quantità enorme di polvere che si è diffusa in tutta la struttura, contribuendo alla diffusione del virus stesso. “Si tratta di uno dei primi studi che hanno permesso di dimostrare che, in un ambiente sperimentale, raccogliendo la polvere derivante dai mangimi inoculati con il virus, e mettendola a contatto con suini sani, è possibile causare l’infezione”.

Un altro fattore chiave dello studio è stato l’uso dei rivestimenti esterni del riso nelle apparecchiature per la produzione di mangimi inoculati con PEDv. I rivestimenti si sono dimostrati efficaci per ridurre la quantità di RNA quantificabile presente all’interno dell’impianto. Inoltre, il trattamento dei rivestimenti esterni con formaldeide commerciale o miscela di acido grasso ha permesso di ridurre l’infettività della polvere raccolta dopo la produzione di mangimi.

Una volta entrato è molto difficile mantenere il virus al di fuori dalla centrale di produzione dei mangimi. Quindi è importante non farlo neanche entrare applicando i principali criteri di biosicurezza. In caso contrario se il virus entra nel mangime, allora è necessario sviluppare procedure per eliminarlo dall’intero mangimificio, per assicurare che nessun altro animale contragga il virus o si ammali a causa di altri contaminanti biologici“.

Fonte The Pig Site