La tifloepatite provoca una riduzione della produzione di uova

Nelle ovaiole commerciali le tifloepatite (blackhead disease) può causare un calo sostanziale della produzione di uova. Lo ha dichiarato Christina Sigmon della North Carolina State University, durante l’International Poultry Scientific Forum.

L’Histomonas meleagridis, il parassita che causa questa malattia, è per lo più associato ai tacchini, ma colpisce anche i polli. Già dai 10 ai 14 giorni di età, è possibile registrare negli allevamenti di polli un tasso di mortalità legato alla tifloepatite pari al 30%, mentre negli allevamenti di tacchini la mortalità può raggiungere il 100%.

Insieme ai suoi colleghi Sigmon ha condotto uno studio che ha coinvolto 128 pulcini di ovaiole commerciali. Dopo 18 giorni di vita la metà di loro è stata inoculata per via intracloacale con un ceppo virulento di H. meleagridisIn ogni recinto 4 capi sono stati sottoposti ad eutanasia, rilevati e campionati a 5 e 10 giorni post-infezione, con un tasso di infezione rilevato dell’80%. Dai 28 ai 42 giorni di età, i pulcini di ovaiole infetti avevano un peso corporeo significativamente più basso rispetto al gruppo di controllo che non era stato inoculato, ma le ovaiole infette hanno successivamente ripreso il loro peso corporeo medio. All’età di 120 giorni, 48 galline sono state trasferite in una struttura per la produzione. A 147 giorni dalla nascita, il 67% delle galline di controllo erano in fase di posa, rispetto al 42% delle galline inoculate.

Tutte le ovaiole sono arrivate a 173 giorni di età, ultimo giorno dello studio, e nessuna delle galline infette ha mostrato segni di lesioni epatiche necrotiche o ulcerazioni cecali.

I risultati hanno dimostrato che le ovaiole infettate in giovane età con H. meleagridis hanno fatto registrare un aumento del peso corporeo più lento, una maggiore variabilità dimensionale, una maggiore perdita di peso e hanno iniziato a deporre le uova più tardi rispetto a quelle non soggette a malattia. In una situazione commerciale un’infezione precoce di H. meleagridis comporterebbe tuttavia la necessità di un numero maggiore di abbattimenti.

Fonte Poultry Health Today