La sostituzione dei certificati di polizia sanitaria

Lo scorso aprile l’europarlamentare Jan Huitema ha presentato alla Commissione europea un’interrogazione relativa alla sostituzione dei certificati di polizia sanitaria.

L’europarlamentare premette che durante un focolaio di influenza aviaria, un certo numero di paesi terzi hanno chiuso le loro frontiere ai prodotti europei di pollame, compresi i prodotti che erano stati spediti prima dell’individuazione del focolaio, in quanto il periodo di incubazione della malattia è di 21 giorni. Gli operatori non sono stati quindi in grado di vendere i loro prodotti e hanno sopportato i costi di trasporto legati alla restituzione delle merci stesse.

In alcuni casi questo tipo di merci trova una destinazione alternativa, che rende necessario la consegna di un certificato sanitario sostitutivo che soddisfi i requisiti del nuovo paese destinatario. Alcuni Stati membri stanno già applicando questo approccio. Le autorità olandesi hanno tuttavia spiegato che non approveranno questa pratica senza l’approvazione da parte del nuovo paese beneficiario, sulla base degli articoli 3, paragrafo 2 e 3, della direttiva 96/93 / CE. I paesi destinatari potranno quindi autorizzare solo dopo aver ricevuto il nuovo certificato sanitario.

L’eurodeputato chiede se è legittimo trasportare certificati sanitari sostitutivi sulla base della direttiva 96/93/CE durante un epidemia di influenza aviaria e, in caso affermativo, in che portata è consentito dalla legislazione e quali sono i criteri da rispettare. Inoltre vuole sapere se la Commissione è a conoscenza del fatto che alcuni Stati membri stanno fornendo certificati sanitari per la salute degli animali e, in caso affermativo, se tale approccio sia legittimo; infine se la Commissione ritiene necessario esaminare attentamente la legge laddove sembra vi sia una differenza di interpretazione tra gli Stati membri che sta portando modificando gli equilibri di mercato.

A nome della Commissione Vytenis Andriukaitis precisa che l’esportazione di animali e prodotti animali è di competenza degli Stati membri, tenendo conto dei requisiti in materia di salute animale e dei requisiti di certificazione nelle rispettive lingue dei diversi partner commerciali.
Se uno Stato membro spedisce un carico ad una destinazione diversa da quella indicata nel certificato sanitario di accompagnamento (verso un altro paese terzo), spetta allo Stato membro determinare se sono soddisfatti i requisiti di polizia sanitaria richiesti dal secondo paese importatore, e se è possibile rilasciare un nuovo certificato. In generale, tale giudizio dovrebbe essere guidato dai principi di certificazione stabiliti dalla direttiva 96/93/CE.

Fonte Parlamento europeo