La sostenibilità e la classificazione dei sistemi abitativi delle ovaiole

Finora le decisioni prese da molti operatori di passare ad una produzione di uova fuori gabbia sono state in gran parte guidate dai consumatori e dagli attivisti, specialmente in Europa. Ma per prendere una decisione ben informata e soprattutto basata sulla scienza, dovrebbero essere valutati tutti i parametri possibili, tra cui il benessere delle galline, l’impatto ambientale, la qualità e la sicurezza delle uova, la salute e la sicurezza dei lavoratori e l’economia.

In che modo è quindi consigliabile scegliere il miglior sistema di produzione, specialmente quando il benessere degli animali sotto ciascun sistema è in linea con gli obiettivi di sostenibilità?

I rivenditori stanno enfatizzando la sostenibilità come aspetto fondamentale per ottenere la fiducia dei loro consumatori dato che la domanda di “prodotti sostenibili” è aumentata. Ma cosa significa “prodotto sostenibile”?

Nella produzione animale, il concetto di sostenibilità è molto focalizzato sul benessere. Joy Mench, professore emerito del Dipartimento di Scienze animali dell’Università della California, nel settembre 2017, in occasione di un’intervista rilasciata alla Conferenza della International Egg Commissione a Bruges, in Belgio, ha sottolineato i difetti di questa percezione. Il benessere degli animali è infatti certamente un parte importante di un allevamento sostenibile, ma la sfida è considerare anche altri aspetti chiave come la sicurezza alimentare e l’accessibilità economica, la qualità e la sicurezza alimentare, l’ambiente e la salute, oltre alla sicurezza economica dei lavoratori del settore.

Un altro aspetto importante della sostenibilità, che spesso non viene considerato, è la preferenza d’acquisto dei consumatori. “È possibile produrre nel modo più sostenibile possibile, considerando le prospettive di efficienza economica, la salute e la sicurezza dei lavoratori, l’ambiente e il benessere degli animali“, ha affermato Mench, “ma se consumatori e i clienti non acquistano tali prodotti, il sistema non è sostenibile nel senso che il produttore non realizza un profitto”. Mench ha fatto parte del team di una ricerca promossa dalla Coalition for Sustainable Egg Supply negli Stati Uniti, che ha esaminato tre diversi sistemi abitativi (voliera senza gabbia, gabbia arricchita e gabbia convenzionale) all’interno di uno stesso allevamento. Mench e il suo team hanno valutato e confrontato ciascun sistema in relazione a vari aspetti di sostenibilità: salute e benessere degli animali, impatto ambientale, la sicurezza alimentare, salute e sicurezza dei lavoratori e convenienza alimentare.

La ricerca ha evidenziato che i diversi sistemi di allevamento comportano rischi diversi rispetto a queste cinque aree di sostenibilità. Ad esempio, nelle voliere e nelle gabbie arricchite le condizioni di benessere degli animali sono miste, ma vi sono stati miglioramenti in termini di comportamento, salute ossea e condizioni delle piume. Le emissioni di ammoniaca erano inferiori nei sistemi arricchiti, mentre la qualità dell’aria interna e le emissioni di particolato sono aumentate nel sistema a voliera.

Quello che è risultato chiaro è che studiare i tre sistemi all’interno di una fattoria ha comportato degli svantaggi. Ad esempio, non è stato possibile valutare variazioni nella gestione o nella genetica della gallina. Inoltre non è stato possibile includere importanti parametri economici. “Nel nostro studio abbiamo potuto determinare solo i costi di produzione e di capitale, non la sostenibilità economica per i produttori“.

Per Chad Gregory, presidente e CEO di United Egg Producers, la domanda dei consumatori è un parametro importante. Sebbene negli Stati Uniti numerosi retailers abbiano dichiarato di voler commercializzare, entro il 2025, solo uova prodotte fuori gabbia, sul mercato statunitense attualmente c’è un enorme surplus di uova di questo tipo perché la domanda dei consumatori è ancora molto bassa. “Alcune catene di supermercati hanno sperimentato modi per incoraggiare il consumatore a comprare uova prodotte fuori gabbia. Cercano di abbassare il loro prezzo e renderlo simile alle uova prodotte in gabbia. Niente di tutto ciò ha dato risultati“. L’altra preoccupazione di Gregory è il costo sopportato dai produttori per passare da un allevamento a gabbia a produzione fuori gabbia.

I 223 milioni di capi che dovrebbero uscire dalle gabbie entro il 2025 costerebbero 10 miliardi di dollari“, ha affermato Gregory. “È fisicamente e finanziariamente impossibile questo obiettivo Alcune aziende lo faranno? Certo ma non sarà possibile che tutti gli allevamenti si convertiranno entro quella data”.

Per determinare un punteggio per ciascun sistema di allevamento alcuni ricercatori olandesi hanno sviluppato metriche di sostenibilità. Nel loro rapporto, le gabbie arricchite hanno ottenuto un punteggio elevato in termini di ambiente, impronta di carbonio ed economia, ma hanno ottenuto un punteggio basso per il benessere degli animali. D’altro canto, i sistemi free range hanno ottenuto un punteggio elevato in termini di benessere, ma bassi per l’ambiente. In una recente intervista, il professor Peter van Horne della Wageningen University & Research, ha spiegato le conseguenze di queste metriche. Gli indicatori del benessere degli animali facevano riferimento allo spazio disponibile a capo, alla mortalità e alle malattie, ma non andavano in profondità alle attuali questioni di benessere e forse risultavano troppo semplificati

Nel 2015 il professor Hans-Wilhelm Windhorst ha compilato un rapporto basato su questa ricerca e lo ha presentato alla International Egg Commission. Windhorst, professore e direttore scientifico del Centro di scienza e informazione per la produzione sostenibile di pollame (WING) presso l’Università di Vechta, in Germania, ritiene che la valutazione più completa dei sistemi abitativi e del benessere delle galline condotti fino ad oggi sia quella fatta dal Canadian National Farm Animal Care Council. Questo rapporto valuta la disponibilità di spazio, il tasso di malattia e di mortalità, il comportamento della gallina, il cannibalismo e la plumofagia. Tuttavia, non considera altri obiettivi di sostenibilità come l’accessibilità al cibo, la salute e la sicurezza dei lavoratori e l’impatto ambientale.

Questa indagine su sistemi di accasamento ha permesso di scoprire che la capacità di soddisfare i modelli di comportamento, come il bagno di polvere, il posarsi e l’alimentarsi, era severamente limitata nelle gabbie convenzionali e decisamente migliore nelle gabbie arricchite. In termini di rischio di malattia e mortalità, la valutazione canadese ha rilevato che il rischio di malattie infettive e parassiti esterni era maggiore nei sistemi fuori gabbia, mentre il rischio di malattie non infettive, come il fegato grasso e l’osteoporosi, era più alto nelle gabbie convenzionali.

Sebbene la mortalità aumenti passando dalle gabbie convenzionali e arricchite ai sistemi fuori gabbia interni o free-range, il rischio di lesioni, era più alto nei sistemi fuori gabbia. Non sorprende che ogni sistema presenti rischi e limiti. Se in un sistema un parametro migliora, nell’altro vi è un peggioramento e viceversa.

In futuro, chiunque cerchi di classificare i sistemi abitativi sulla base di parametri di sostenibilità dovrà formulare una serie di giudizi di valore. I consumatori e le parti interessate dovranno chiedersi: cosa è più importante? Il comportamento della gallina o la sua salute? L’impatto ambientale o il benessere degli animali? La convenienza alimentare o la salute e la sicurezza dei lavoratori? In ogni caso una delle priorità future sarà cercare di attenuare alcune problematiche già emerse nei sistemi fuori gabbia per ridurre i rischi e attenuarne i limiti.

Fonte The Poultry Site