La sopravvivenza dell’influenza aviaria

Come parte di una serie di esami effettuati dal governo britannico relativi alle politiche di pulizia e disinfezione (P+C) degli allevamenti avicoli in caso di influenza aviaria, sono attualmente in corso alcune ricerche specifiche per valutare le possibilità di sopravvivenza del virus su alcuni materiali.

Il Gruppo sulla salute e il benessere del pollame (PHWG) ha chiesto all’Agenzia per la salute degli animali e delle piante (APHA) di verificare quando tempo il virus dell’aviaria persiste su superfici diverse. Lo studio effettuato dal laboratorio di Weybridge esaminerà per quanto tempo il virus sopravvive su legno, cemento, plastica, erba sintetica (quella utilizzata negli allevamenti) cinture dei macchinari e altre superfici. L’esame sarà effettuato da un team dell’APHA sotto la guida dell’esperto Ian Brown.

Lo studio ha preso spunto dal fatto che le operazioni di disinfezione messe in atto nei Paesi Bassi in occasione di alcuni focolai di aviaria, sono risultate più veloci e meno costose rispetto a quelle adottate nel Regno Unito. Il Defra (Dipartimento per l’agricoltura rurale) ha accolto le preoccupazioni del settore, ma ha chiesto di presentare comunque una proposta basata sulle prove, che possa permettere di accorciare i tempi per la pulizia e la disinfezione secondaria.

Gary Ford, responsabile settore avicolo nella National Farmer Union, ha spiegato alla rivista World Poultry che nei Paesi Bassi di solito le attività secondarie di pulizia e disinfezione richiedono alcune settimane, mentre nei 4 recenti focolai rilevati del Regno Unito sono occorsi fino a 3 mesi. Sebbene per Ford sia importante essere sicuri che non vi sia possibilità di nuovi focolai in azienda, i ritardi e i costi delle attività secondarie hanno impedito al paese di tornare in breve tempo al suo status di ”libero dalla malattia” e ha impedito agli allevatori di attivare in maniera tempestiva il ripopolamento.

L’APHA sta attualmente lavorando “con l’industria in modo collaborativo e per ottenere le prove scientifiche chge consentirebbero a tutto il settore di andare avanti insieme“.

Maire Burnett, manager tecnico del British Poultry Council, spera che le nuove ricerche permetteranno al Governo britannico di riconsiderare la sua posizione relativa ai nuovi focolai di aviaria. Lo studio sta analizzando in particolare i materiali più comunemente usati negli accasamenti di broiler e ovaioli, ma non riguardano invece il tacchino.
Sebbene la pubblicazione dello studio sia attesa per la fine dell’anno, il settore avicolo non si aspetta un rapido cambiamento della politica del governo, che potrebbe richiedere tra i 18 mesi e i 2 anni.

Fonte World Poultry