La situazione dell’influenza aviaria in Asia ed Europa

Focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità continuano ad emergere sia in Europa che in Asia. Recentemente anche la Grecia ha annunciato il suo primo focolaio di influenza aviaria H5N8 ad alta patogenicità in un cigno ritrovato vicino al delta del fiume Evros.

In Bulgaria, il ministero dell’Agricoltura ha riferito 8 focolai di cui 5 in allevamenti da cortile, 1 in una fattoria, 1 in anatre domestiche in cattività in un parco naturale, e 1 relativo a una coppia di aironi cinerini trovati morti in un altro parco naturale . I focolai di H5 della Bulgaria seguono le rilevazioni di H5N8 nei paesi vicini, tra cui Serbia e Romania.

La Francia ha rivelato casi di H5N8 ad alta patogenicità in altre 7 aziende agricole, la maggior parte in Gers e nel dipartimento degli Alti Pirenei nel sud-ovest. Inoltre, il ministero dell’agricoltura francese, in altri rapporti, ha segnalato un focolaio di H5N8 a bassa patogenicità nel dipartimento di Landes, focolai in dipartimenti sud-occidentali con ceppi a bassa patogenicità (H5N1 e H5N3), e il ceppo altamente patogeno H5N8 in un paio di anatre trovate morte nel dipartimento della Manica.

La Polonia ha segnalato altri 4 focolai di H5N8 in allevamenti avicoli, in uccelli da cortile e in uccelli selvatici (gabbiani e un cigno). I focolai degli allevamenti si sono verificati nella provincia di Lubuskie e hanno portato all’abbattimento di 27.360 uccelli.

In Inghilterra e in Galles sono stati segnalati molti casi di H5N8 negli uccelli selvatici. Le ultime rilevazioni inglesi riguardano fischioni selvatici rinvenuti morti in Somerset e nel Leicestershire, e un caso in Scozia che riguarda un falco pellegrino.

La Svezia ha riferito casi di H5N8 negli uccelli selvatici in tre aree nella parte sud-orientale del paese e riguardano un corvo, uno sparviero, e una moretta.

La Germania ha rivelato nei giorni scorsi altri 5 focolai, 4 in aziende e 1 in allevamenti da cortile. I focolai degli allevamenti hanno coinvolto 861 uccelli e altri 50.000 sono stati abbattuti per controllare la diffusione del virus. Quattro degli eventi si sono verificati nello stato della Bassa Sassonia e l’altro ha avuto luogo nello stato del Nord Reno-Westfalia.

I ceppi H5N6 e H7N9 hanno interessato diverse parti della Cina, e continuano i focolai in Giappone e Corea del Sud. Anche India e Israele hanno riportato un aumento dei focolai di H5N8 e di altri ceppi.

In Cina, a Suzhou, una delle più grandi città della provincia di Jiangsu, la vendita di pollame vivo è stata sospesa, a seguito di segnalazioni di casi umani di H7N9. Nel resto del paese, una grande epidemia di pollame, ceppo H5N6, è stata registrata nella regione dello Xinjiang, che ha portato all’abbattimento di oltre 55.000 capi tra polli e altri volatili.

Il Giappone ha riferito il suo settimo focolaio di influenza aviaria rilevato in un allevamento di pollame della Prefettura di Kumamoto. I test iniziali hanno rivelato il sottotipo H5. Il Giappone sta combattendo inoltre contro il ceppo H5N6 negli uccelli selvatici e in un numero limitato di allevamenti di pollame.

Secondo un rapporto Reuters, la Corea del Sud ha mobilitato l’esercito per supportare l’abbattimento di ulteriori 1,6 milioni di uccelli. I nuovi sviluppi potrebbero portare all’abbattimento di circa 26 milioni di uccelli.

Secondo un rapporto OIE del 23 dicembre, i funzionari dell’agricoltura di Taiwan hanno riferito altri 4 focolai di H5N8. Dei quasi 3.000 volatili presenti nelle quattro strutture, il virus ha ucciso 38, ma i capi rimanenti sono stati distrutti. I focolai si sono verificati in quattro diverse città.

Lo stato indiano di Odisha ha ordinato l’abbattimento di 2.500 volatili dopo che i test hanno permesso l’individuazione del ceppo altamente patogeno H5N1 in corvi e polli morti. Il focolaio è stato individuato nel villaggio di Keranga. La regione ha registrato un focolaio simile nel 2012.

L’Israele ha riportato altri 17 focolai di H5N8, che hanno interessato 9 aziende agricole, e che hanno colpito per lo più tacchini ed uccelli selvatici presenti nei parchi naturali.

Fonte World Poultry