La sfida dei paesi latinoamericani: far guadagnare terreno ai prodotti avicoli locali

Si è svolto in questi giorni il XXV Congresso latinoamericano dell’avicoltura. Non è un caso che si sia tenuto a Guadalajara, in Messico, dato che solo lo stato messicano di Jalisco produce circa 95 milioni di uova al giorno, poco più della metà della produzione di tutto il paese.

Diverse personalità del governo statale e degli enti del governo federale hanno partecipato all’inaugurazione durante la quale è stato evidenziato il sostegno che il Messico ha ricevuto dagli altri paesi dell’America Latina, a seguito dei devastanti terremoti. Per la prima volta al Congresso hanno partecipato tutti i membri dell’Associaciòn Latinoamericanta de Avicultura (ALA) e sono giunti visitatori da tutti i paesi del mondo.

Jorge García de la Cadena, presidente di ALA ha detto che “non esistono muri, ma accordi, rispetto e l’impegno per la produzione di alimenti sicuri” aggiungendo che è il caso di eliminare le condizioni sfavorevoli che il Messico sta subendo nell’accordo con gli Stati Uniti (NAFTA).

L’America Latina ha un bonus demografico molto elevato, quindi la sfida è che i prodotti avicoli ottengano più spazio. In Messico, il 65% delle proteine animali viene dal pollame, e questo deve diventare un aspetto della sicurezza alimentare nazionale, ha detto Enrique Sanchez Cruz, direttore di Senasica, il servizio nazionale della sanità. Sanchez ha inoltre proposto che vengano predisposti meccanismi per lo scambio di informazioni a livello regionale, soprattutto per alcune malattie come l’influenza aviaria. Dobbiamo “essere informati bene e tempestivamente, in modo da poter gestire le emergenze in tempo”.

Questa edizione del Congresso ha battuto ogni sui record con 640 stand di 172 aziende.

Fonte WattAgNet