La Russia ha carenza di parent a causa dell’influenza aviaria

Secondo quanto riportato dal servizio veterinario Rosselhoznadzor, a causa dei focolai di influenza aviaria che stanno interessando tutta l’Europa, la Federazione Russa ha limitato le importazioni di pollame e di uova da Romania, Croazia e Svezia.

Nel corso di una recente conferenza stampa, l’addetto stampa del Rosselhoznadzor, Julia Melano ha detto che il corpo veterinario sta pensando a un divieto generale nei confronti di tutti i paesi interessati nei mesi passati dai focolai di aviaria, che non potranno spedire verso la Russia pollame e uova. Le barriere commerciali saranno imposte per un periodo di tempo ancora non definito. Al momento l’influenza aviaria ha colpito 15 paesi dell’Unione europea.

Tuttavia queste restrizioni potrebbero compromettere seriamente il settore avicolo russo e in particolare gli allevatori, che si affidano ancora alle importazioni di uova da cova e di riproduttori. Vadim Vaneev, direttore generale di Eurodon, la più grande azienda produttrice di tacchini del paese, ha detto all’agenzia Tass che la sua impresa ha forniture di riproduttori almeno per i prossimi 3 anni e quindi non affronterà alcun problema di fornitura derivante dalle nuove restrizioni alle importazioni. Malgrado ciò lo stesso Vaneev ha specificato che numerosi allevatori dovranno affrontare non poche difficoltà, soprattutto se questi divieti si protrarranno per molto tempo. Nel caso in cui queste restrizioni permangano per diversi anni, infatti, molti produttori avicoli non sarebbero in grado di sopravvivere.

Secondo l’Istituto dei mercati agricoli della Russia (IKAR) tra il 2010 e il 2015 la Russia ha raddoppiato, in termini di volume, le importazioni di uova da cova passando dai 350.000 milioni di unità ai 700 milioni di unità. Nel 2016 la domanda complessiva di uova da cova del paese è stata pari a circa 3,6 miliardi di unità. L’IKAR attribuisce questo rapido aumento allo smisurato sviluppo del settore avicolo del paese.

Quasi tutti i produttori avicoli della Russia importano uova da cova e riproduttori dall’Europa. In particolare, Cherkizovo nel 2015 ha prodotto 283.000 milioni di uova da cova e ne ha importate 91 milioni di unità, quasi tutte provenienti dalla Germania. I dati dell’IKAR suggeriscono che l’anno scorso circa il 90% delle uova da cova russe provenivano dall’Europa; di queste il 38% dai Paesi Bassi.

Vladimir Visinin, presidente dell’Unione dei produttori avicoli della Russia, ha confermato all’agenzia Agroinvestor, l’enorme dipendenza del settore avicolo dalle uova da cova e dai parent d’importazione. Prodotti che di fatto non venivano importati ai tempi dell’Unione Sovietica. Tuttavia, negli anni ’90 si costruivano allevamenti avicoli senza prevedere la presenza di parent, e quindi il volume di uova da cova importate è salito alle stelle. Agroinvestor rivela anche che l’anno scorso quasi tutti gli allevatori avicoli della Russia hanno registrato una parziale dipendenza dalle importazioni di parent e uova da cova.

Fonte Poultry World