La redditività inizia dall’incubazione

Nella moderna industria dell’incubazione a singolo stato, l’ultima innovazione è una incubazione “vicina” alla natura.
La produzione avicola inizia durante la fase dell’incubazione. Se il processo non è ottimale, può influenzare tutto il lavoro fatto in precedenza” ha spiegato Michel de Clercq, amministratore delegato di Petersime, durante la Poultry Performance Conference che si è tenuta recentemente a Sint-Martens-Latem, in Belgio.

Un buon processo di incubazione “può, infatti, massimizzare anche il valore precedentemente generato nella catena valoriale, massimizzando anche il potenziale della genetica“.
Ci sono molte cose che potrebbero andare male durante il processo di incubazione, a causa dei numerosi passaggi intergenerazionali che potrebbero avere un impatto sulla futura produzione avicola.

Ecco perché “è molto importante possedere una tecnologia adeguata e garantire che sia adeguatamente gestita, per assicurarsi che il tutto rimanga al massimo livello possibile nelle diverse fasi produttive” ha aggiunto de Clercq.

Per migliorare la “bottom line” e facilitare il processo di incubazione, Petersime, utilizza alcuni sensori che imitano ciò che accade in natura. Non solo rileviamo la temperatura, ma effettuiamo misurazioni che sono molto vicine all’embrione. Misuriamo la temperatura del guscio dell’uovo, la perdita di peso delle uova e altre variabili di questo tipo” ha continuato Paul Degraeve, amministratore delegato di Petersime, che ha fatto anche riferimento all’interazione con i clienti per supportarli sia nel momento dell’incubazione che in quello della gestione dei riproduttori.

La tecnologia sviluppata da Petersime è nota come incubazione Embryo-Response  ed è costituita “da una serie di sensori e software che aiutano i macchinari a lavorare come avverrebbe in natura” continua Degraeve.
L’incubazione a singolo stadio permette una incubazione più simile a quella di cui l’embrione ha bisogno, perché i requisiti variano. Inoltre, è il metodo più biosicuro. Anche se vengono ancora prodotti incubatoi multi-stadio, la stragrande maggioranza dei nuovi macchinari sono a singolo stadio.

I principali mercati di Petersime sono l’Europa e il Medio Oriente, che costituiscono rispettivamente il 26 e il 20% delle vendite della società. Attualmente il mercato dell’America Latina rappresenta tra il 5 e il 10% delle vendite.
Il mercato latino-americano è differente rispetto ad altri mercati più tradizionali, perchè l’industria dell’incubazione di quest’area, e anche del Nord America, sta sperimentando il passaggio dall’incubazione multi stadio all’incubazione a stadio singolo” spiega ancora de Clercq. Fornire la tecnologia è l’aspetto più facile: il difficile è rispondere adeguatamente alle persone che devono gestire le macchine e capirne il processo.

Bisogna formare le persone e insegnare loro nuovi concetti”, in caso contrario, aumenterà la delusione del cliente che disporrà di una tecnologia eccellente ma non potrà massimizzarne la produttività. “Rispetto all’Europa, che utilizza già la seconda o terza generazione di queste macchine, l’America Latina sta facendo un grande salto” ha detto Degraeve, perchè il passaggio sarà repentino e senza fasi intermedie.

Le nuove tecniche di incubazione rappresentano uno dei fattori che si aggiungono alla una lunga lista delle sfide che deve affrontare il settore avicolo: tra queste la disponibilità e il costo dei mangimi, le epidemie, gli antibiotici, la sicurezza degli alimenti, la percezione dei consumatori, il benessere degli animali, l’ambiente, la concorrenza internazionale e come attrarre e mantenere professionisti e lavoratori.

Fonte WattAgNet