La produzione di uova fuori gabbia richiede da 3 a 5 volte in più di lavoro

Il reclutamento, la formazione e la gestione dei dipendenti è stato uno degli argomenti maggiormente discussi parlando di allevamento fuori gabbia, nel corso dell’Egg Industry Center’s Issues Forum che si è svolto in Arizona.

Al gruppo di lavoro hanno partecipato Dan Krouse, direttore generale di Midwest Poultry Services; Darrin Eckard, manager dell’Iowa Cage Free; Brett Pickar, responsabile delle operazioni regionali di Daybreak Foods; Mike Gemperle vicepresidente di Gemperle Family Farms.

La formazione è risultata essere una delle chiavi di volta per una efficace produzione di uova fuori gabbia. Pickar ha affermato che è importante formare i dipendenti sui sistemi di alloggiamento fuori gabbia, fin da subito. Se possibile, è utile anche mandarli in un’altra struttura per sottoporli ad un training pratico molto prima di mettere sotto la loro responsabilità un alloggiamento nuovo o riconvertito.

Se le aziende prevedono di riconvertire un proprio allevamento, infatti, secondo Pickar è importante assicurarsi che tutto il personale comprenda la ragione per cui avviene il passaggio ad un allevamento fuori gabbia. A causa di alcuni commenti negativi fatti sull’allevamento in gabbia da parte della stampa o degli attivisti, è importante rassicurare chi lavora in azienda che il lavoro fatto fino a quel momento in quel tipo di allevamenti non era negativo o sbagliato.

Ai partecipanti è stato chiesto quanto lavoro è necessario per gestire galline allevate fuori gabbia. La risposta comunemente fornita era da tre a cinque volte in più rispetto ad un allevamento tradizionale, a seconda del tipo di sistema utilizzato.
I sistemi con porte, utilizzati per contenere le galline nelle prime ore del giorno, possono ridurre il fabbisogno di manodopera poiché sono utili anche a ridurre il numero di uova deposte sul pavimento. I partecipanti hanno concordato sul fatto che è cruciale che le pollastre vengano allevate in un sistema che le prepari al tipo di allevamento in cui si troveranno una volta pronte per la deposizione.

Fonte WattAgNet