La produzione biologica in Russia

Se il processo sarà ben gestito nei prossimi anni la Russia potrà coprire circa il 10-15% del mercato internazionale dei prodotti biologici. Lo affermato il ministro Alexander Tkachev durante l’All-Russian Food Security Forum che si è tenuto alla fine di aprile.

La prossima riforma agricola della Russia prevede l’introduzione dei primi standard biologici del paese, al fine di stimolare le esportazioni di prodotti a base di carne, che già sono raddoppiati l’anno scorso raggiungendo le 170.000 tonnellate metriche; circa il 65% è rappresentato dal pollame.

Tkachev prevede che, nei prossimi 5 anni, le dimensioni del mercato biologico internazionale globale raddoppieranno rispetto agli attuali 100 miliardi di dollari, ma attualmente la Russia rappresenta ancora solo lo 0,2% di questo valore. Tuttavia, se il piano di certificazione del ministro avesse successo, la Russia potrà esportare prodotti biologici per un importo di 20-30 miliardi di dollari all’anno. Il ministro dell’agricoltura spera che i prodotti biologici possano contribuire a promuovere i prodotti alimentari russi sul mercato internazionale, in quanto prevede che le esportazioni alimentari totali della Russia dovrebbero raggiungere i 25 miliardi di dollari entro il 2020. Secondo questi dati il volume delle esportazioni di carne di pollame potrebbe aumentare, rispetto alle 150-200 mila tonnellate l’anno del 2016.

Il ministero dell’agricoltura sta lavorando a un nuovo disegno di legge sui prodotti biologici, e intende presentarlo al governo del paese entro fine di maggio per la sua approvazione. Tale disegno di legge dovrebbe stabilire il quadro giuridico per la produzione di prodotti biologici e permettere a “migliaia di agricoltori del paese” di ottenere la certificazione.

Il settore biologico, attualmente di nicchia in Russia, è tuttavia molto promettente in termini di esportazioni, ha detto Tkachev, dato che copre circa il 20% del mercato alimentare globale, e il numero di persone che scelgono prodotti biologici cresce di anno in anno. Negli ultimi anni la Russia ha lavorato molto nell’ambito della produzione di grano bio, aumentando la produzione del 60%, e facendola passare dai 120 milioni di dollari del 2009 ai 200 milioni di dollari del 2016; al tempo stesso la superficie complessiva di terreni destinati alla produzione di grano bio è aumentato di quasi 10 volte nello stesso periodo.

Attualmente, in Russia non esistono standard per la produzione biologica, sia nel settore agricolo che in quello avicolo, suinicolo, della produzione di uova e latte: la nuova legge mira proprio a colmare questa lacuna e, secondo il ministro, in Russia esistono condizioni molto favorevoli per lo sviluppo della produzione biologica.

Secondo Elena Skrinnik, capo dell’Istituto russo di politica agricola ed ex ministro dell’agricoltura, alcuni obiettivi relativi alla quota dei prodotti alimentari dovrebbero essere inclusi nella dottrina della sicurezza alimentare della Russia. Ha anche affermato che la Russia ha le risorse necessarie per diventare il più grande produttore mondiale di prodotti biologici.

Fonte Poultry World