La peste suina Africana è un rischio molto serio in Danimarca

La peste suina africana è uno degli incubi maggiori degli allevatori di suini, e per il fatto che il virus sta girando in Polonia gli esperti avvisano che anche piccoli focolai potrebbero costare all’industria suinicola danese perdite per circa 300 milioni di euro.

L’importanza che il settore della carne di maiale ha per l’economia della Danimarca, sia a livello locale sia a livello europeo, non può essere sottovalutata. Circa il 90% della carne di maiale prodotta nel paese viene esportato. La carne di suino rappresenta circa la metà di tutte le esportazioni di carne dal paese, e circa il 5% di tutte le esportazioni. Si prevede che quest’anno il commercio di suinetti vivi raggiungerà la cifra record di 13 milioni di capi. Per questo il commercio con la Polonia, che quest’anno è in forte espansione, sta sollevando un enorme problema, a causa dei focolai di ASF altamente contagiosa che si stanno registrando nel paese.

In Polonia infatti il virus è stato rilevato in ampie zone di tutto del suo territorio orientale. Un rapporto del Dipartimento britannico per l’Ambiente, i Prodotti alimentari e gli affari rurali (Defra) del 15 agosto scorso, ha rilevato che la Polonia ha recentemente registrato otto nuovi focolai di ASF. Nel corso della conferenza annuale che ha riunito i produttori e i trasformatori di carne suina della Danimarca, termini come “rischio” e “minaccia” sono stati spesso legati ai casi polacchi di ASF.

Karl Christian Møller, analista capo presso Danish Crown, ha detto a Global Meat News che il più grande esportatore di carne suina della Danimarca è preoccupato per “l’alto rischio legato alla peste suina africana“. Mentre Søren Søndergaard, vice-presidente del Seges Pig Research Centre, ha parlato di una vera e propria “minaccia ASF“.

Møller ha aggiunto che la Danimarca potrebbe affrontare perdite fino a 2,5 miliardi di corone danesi (336 milioni di euro), se anche solo tre delle otto aziende suinicole fossero infettate. La Danimarca ha oltre 5.000 allevamenti di suini, quindi se anche dovessero essere infettati anche solo 8 allevamenti, questi rappresenterebbero solo lo 0,16%. Quindi il costo di 336 milioni di euro farebbe riferimento a una percentuale inferiore all’1%. Secondo l’Università Tecnica della Danimarca il dato deriva dalla perdita dei fondi necessari a combattere la malattia e dal notevole calo dei guadagni legati alle esportazioni.

Insieme alle autorità abbiamo preparato un piano per affrontare l’ASF” ha spiegato Møller “che include la regionalizzazione della produzione, il trasporto dei suini, la macellazione e la vendita di carne di maiale per evitare una ulteriore diffusione del virus“.

Ogni anno circa 25.000 camion lasciano le aziende agricole del paese per trasportare i maiali verso i mercati di tutta Europa; molti di questi arrivano in Polonia.  Le regioni polacche in cui è stata rilevata l’ASF sono divise in due zone: zone nere presenti in tutto l’est del paese, e zone rosse presenti in tutto l’Occidente.
I camion provenienti dalle zone nere devono essere lavati e disinfettati e non possono accedere negli allevamenti danesi per sette giorni dopo il trasporto dei suini. Fino ad ora queste misure hanno effettivamente impedito al virus di entrare nel paese, ma i dirigenti del settore suinicolo sono preoccupati che la cosa possa ancora accadere.

Fonte Global Meat News