La normativa sul benessere animale post-Brexit

Secondo i risultati di un sondaggio effettuato nel Regno Unito, più di 8 persone su 10 (81%) vogliono che dopo la Brexit, le leggi sul benessere degli animali siano mantenute o migliorate. Solo il 5% è in disaccordo con questa posizione. Il sondaggio è stato commissionato dalla Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSPCA), e condotto da TNS OnLineBus.

Si tratta di un’occasione unica per il governo britannico per migliorare il benessere degli animali ed eventuale considerare riconoscimenti agli agricoltori che rispettano standard di benessere più elevati, ha detto David Bowles, portavoce di RSPCA “Questo sondaggio invia un messaggio molto forte al governo britannico, su come negoziare l’uscita dalla UE. Ma soprattutto evidenzia il fatto che i consumatori hanno profondamente a cuore il benessere degli animali”.

Il sondaggio inoltre aggiunge peso alle argomentazioni a favore di un sistema di allevamento che riconosca un premio a chi adotta standard di benessere più elevati. Il Ministro del Dipartimento per l’agricoltura George Eustice ha più volte espresso la sua intenzione, una volta fuori dalla Ue, di premiare gli allevatori che adottano livelli di benessere superiori agli standard. Il riconoscimento potrebbe assumere la forma di uno schema, simile a quello per la tutela dell’ambiente, che potrebbe promuovere il miglioramento degli habitat naturali e di standard di benessere più elevati.
Per Bowles “non c’è dubbio che la Brexit è una questione complessa. In particolare dovrà essere rivista la legislazione relativa agli animali da allevamento. Ma questa è un’occasione d’oro per il governo che potrà migliorare ulteriormente il benessere animale e gratificare maggiormente gli allevatori virtuosi”.

RSPCA ritiene che il governo britannico debba prendere in considerazione l’installazione obbligatoria nei macelli di telecamere a circuito chiuso, e l’eliminazione dei metodi di macellazione che non utilizzano lo stordimento. Inoltre è necessario prevedere le modalità di allevamento degli animali sull’etichetta dei prodotti. RSPCA vuole inoltre che vengano attuale misure per porre fine alle esportazioni degli animali vivi e ridurre i tempi di trasporto degli animali.

L’indagine è stata effettuata su un campione ponderato della popolazione adulta della Gran Bretagna e ha coinvolto 1.226 persone di età superiore ai 16 anni.

Fonte Farmers Weekly Interactive