La diffusione delle malattie degli animali dimostrata attaverso la Social Network Analysis

Il dottor Gianluigi Rossi dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna e i suoi colleghi, hanno dimostrato che analizzando i movimenti degli operatori e dei veicoli tra le aziende agricole, allo stesso modo in cui vengono analizzati i contatti dei social network, è possibile spiegare la diffusione di pericolose malattie infettive del bestiame, come l’afta epizootica e l’influenza aviaria.

Questa ricerca, pubblicata su PLoS Computational Biology, può contribuire allo sviluppo di strumenti più precisi per prevedere la diffusione delle malattie del bestiame ,e ad attuare misure di biosicurezza più efficaci negli allevamenti.

Lo studio ha infatti dimostrato che la rete di contatti originata dalle visite in azienda da parte dei veterinari negli allevamenti del Nord Italia, mostra caratteristiche nascoste che non possono essere rilevate semplicemente analizzando la frequenza delle visite, e svela modelli di infezione altrimenti inspiegabili. Gli autori hanno scoperto che i movimenti dei veterinari producono un numero inaspettatamente elevato di contatti potenzialmente infettivi tra le aziende agricole, contatti che possono diffondere rapidamente pericolose malattie tra il bestiame.

La ricerca, resa possibile dalla disponibilità di dati ad alta risoluzione nello spazio e nel tempo, relativi ai movimenti dei veterinari all’interno dell’area oggetto di studio, ha messo in luce l’importanza reale dei movimenti degli operatori per la diffusione delle malattie, un argomento ancora poco conosciuto a causa della natura varia e complessa di questi movimenti, e a causa delle questioni legate alla privacy degli operatori stessi.

I ricercatori hanno confrontato il ruolo dei movimenti dei veterinari in termini di diffusione delle malattie, con quelli relativi allo scambio di animali tra diversi allevamenti, fattore riconosciuto come la principale via di trasmissione delle malattie infettive degli animali. Hanno scoperto che la co-presenza di movimenti dell’operatore e di scambi di animali è spesso sinergica, e in gran parte amplifica il potenziale della propagazione della malattia.

Lo studio mostra come l’analisi di una rete multistrato migliora notevolmente il modo in cui può essere descritta la diffusione delle delle malattie, contribuendone così al controllo.

Fonte The Poultry Site