La delegazione IPC incontra il Direttore Generale dell’OIE

Lo scorso 19 ottobre, una delegazione dell’International Poultry Council, guidata dal presidente Jim Sumner, ha visitato la sede dell’OIE a Parigi per un incontro con il nuovo Direttore Generale Monique Eloit. La delegazione era composta anche dal Vice Presidente IPC Ricardo Santin dell’Associazione brasiliana per le proteine animali (ABPA), Kevin Lovell di Sapa, il Segretario generale IPC Marilia Rangel Campos, e il consulente politico Peter Bradnock. Alla riunione era presente anche Tomoko Ishibashi della sezione Sviluppo degli standard e gestione delle linee guida dell’OIE.

L’incontro ha fornito all’IPC l’occasione di stabilire un rapporto più stretto con il nuovo direttore generale, che si è insediata all’inizio di quest’anno. Come previsto, gran parte della discussione si focalizzata sull’uso dei farmaci veterinari nella produzione zootecnica.

Monique Eloit ha espresso preoccupazione per l’uso dei farmaci veterinari, non solo antimicrobici, nella produzione animale e per la mancanza di controlli in molti paesi. Il settore della produzione animale deve essere maggiormente coinvolto con urgenza nelle discussioni sul tema, soprattutto a causa della tendenza tra i consumatori di rifiutare alcuni trattamenti. Secondo il neo presidente l’industria deve essere pronta a proporre alternative che possano permettere una transizione graduale tra le diverse pratiche, e non deve essere semplicemente oggetto di decisioni prese dalle altre parti interessate, che potrebbero non essere preparate sull’argomento.

Eloit si è anche detta preoccupata per l’eccessiva attenzione dei responsabili politici verso il settore zootecnico, e per come invece sono tenuti in secondo piano sia il settore agricolo che quello dell’acquacoltura, sebbene svolgano ugualmente un ruolo molto importante nella lotta all’antibiotico resistenza. Eliot ha anche sottolineato l’uso relativamente ampio di farmaci veterinari, compresi gli antibiotici, negli animali da compagnia, in acquacoltura e nella produzione di ortaggi e frutta, un fatto che non è affatto noto.

La Presidente conviene sul fatto che esistono grandi lacune nei dati a disposizione, ma ritiene che quando il problema diventerà più evidente, ci sarà il rischio che i politici agiscano senza il supporto dei dati e senza considerare le esigenze del settore animale e di altri settori non umani. Per esempio il divieto di usare ormoni nel latte e nella carne bovina in Europa è stato imposto nonostante l’assenza di dati scientifici a sostegno. Per quanto riguarda l’uso degli antibiotici nella medicina umana, Eloit concorda sulla necessità di un maggiore controllo sulle prescrizioni, ma ritiene che il settore sia ormai molto ben informato sui rischi dell’AMR.

Parlando di influenza aviaria, Sumner ha detto che una delle maggiori preoccupazioni del settore avicolo mondiale è che, in caso di epidemie, molti paesi ignorano le linee guida dell’OIE sulla regionalizzazione e sulla compartimentazione. Alcuni paesi continuano ad utilizzare i focolai di malattie come l’influenza aviaria per giustificare la chiusura dei loro mercati, non solo per la carne di pollame, ma anche per i riproduttori; questo atteggiamento mette a repentaglio l’interesse dei consumatori e anche del settore avicolo locale, che potrebbe non essere più in grado di soddisfare la domanda interna.

La posizione è supportata anche dall’OIE che sta studiando un sistema di mediazione, che potrebbe rappresentare un nuovo primo passo verso un arbitrato più formale nella risoluzione dei conflitti relativi all’applicazione delle norme dell’OIE. Eliot ha anche spiegato che l’OIE sta studiando la creazione di una piattaforma di osservazione, per monitorare e valutare l’applicazione delle proprie norme. Questo potrebbe aiutare ad affrontare le difficoltà che gli Stati membri devono affrontare nell’attuare gli standard dell’OIE, e potrebbe anche contribuire a promuovere attività di formazione o seminari. Si prevede che i partner del settore privato, come l’IPC, possano contribuire con le loro esperienze di attuazione nell’ambito del processo di creazione di questa piattaforma.

L’incontro è stata anche l’occasione per discutere di un’altra questione di interesse per l’IPC: la clausola contenuta nel capitolo 7.5 sul benessere degli uccelli relativa allo stordimento in acqua. Sumner ha spiegato che l’industria è preoccupata del fatto che i parametri stabiliti nelle tabelle compromettano la qualità della carcassa, che non possono essere accettati dalla macellazione rituale, come la halal, e che non si possono applicare alle tecnologie ormai utilizzate con successo in diversi paesi. Sumner ha evidenziato che queste clausole sono altamente prescrittive e possono rappresentare un problema in molti paesi.  Più prescrittiva è la norma, tanto minore sarà la probabilità che i paesi siano in grado di applicarla. A tale proposito Sumner ha rafforzato la posizione di IPC, a favore di un approccio basato sui risultati.

Eloit ha riconosciuto la posizione dell’IPC e l’importanza di avere norme che possono essere applicate. Tuttavia, ritiene che il luogo in cui prendere questa decisione sia la Sessione generale dei paesi membri dell’OIE, e che i membri dell’IPC debbano agire con le autorità competenti nei rispettivi paesi per assicurare che la posizione dell’industria si rifletta nei voti dei delegati.

Fonte IPC