La Commissione AGRI boccia l’etichetta “antibiotic free”

La Commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha approvato un parere sul Piano d’azione “One Health” contro la resistenza
antimicrobica. Il testo è stato formulato dall’eurodeputato irlandese Matt Carthye e diventerà parte integrante dei testi di futura adozione da parte delle istituzioni comunitarie a cominciare dalla Commissione ENVI (Sanità e Sicurezza Alimentare).

Il testo proposto da Carthy e adottato il 26 aprile, ribadisce concetti propri delle politiche “one health, incoraggiando una maggiore cooperazione fra Veterinaria e Medicina Umana e chiedendo sostegni anche economici agli allevatori che per ridurre l’uso di antibiotici
investono in altre misure come la biosicurezza.

Ma il parere si segnala anche per alcune novità, che si leggono per la prima volta in un testo istituzionale europeo, Ad esempio, la Commissione AGRI sottolinea che il monitoraggio completo degli antibiotici utilizzati in zootecniaè stato sviluppato in collaborazione con veterinari“,  documentandone in modo esaustivo l’uso e migliorandone l’impiego. La stessa cosa non può dirsi in campo umano: la Commissione AGRI “si rammarica del fatto che non esista ancora un sistema analogo in medicina umana“.

Inoltre, si invita la Commissione Europea e gli Stati membri a distinguere tra animali da allevamento e da compagnia, nel definire il monitoraggio e la valutazione dell’uso di antimicrobici e nell’elaborare le misure volte a regolamentarne l’impiego.

Il parere inoltre Carthy tocca il tema dell’etichettatura. Il documento ritiene che riportare in etichettatura informazioni sull’utilizzo di antibioticiconsentirebbe ai consumatori di effettuare una scelta più informata“, ma fa notare che l’etichettaturaantibiotic free” “potrebbe incoraggiare gli allevatori a sospendere il trattamento antibiotico anche quando necessario all’animale, per il timore di non poter vendere la sua carne con conseguenti perdite economiche”.

Fonte AnmviOggi