La classificazione “free-range” per le uova prodotte da galline confinate a causa dell’aviaria

L’Erpa, l’Associazione europea degli avicoli rurali, ha inviato una lettera al Commissario per l’agricoltura Phil Hogan per richiedere un’estensione eccezionale alla deroga relativa all’utilizzo standard del termine “free-range”, applicata alle uova prodotte da ovaiole costrette a rimanere al chiuso, a causa delle misure adottate per proteggere gli animali dall’influenza aviaria.

Nella lettera firmata dal Presidente dell’Erpa, Oscar Berlanda, si precisa che il focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) H5N8, che interessa l’Europa da novembre 2016, ha costretto molti paesi ad applicare misure restrittive alla libera circolazione del pollame allevato all’aperto, al fine di limitarne il contatto con gli uccelli selvatici che trasportano il virus. In termini di etichettatura delle uova, le norme di commercializzazione europee (regolamento 589/2008) rendono possibile continuare ad usare il termine “free range” in caso di confinamento di galline ovaiole per motivi di salute, fino a un massimo di 12 settimane. Questa regola si applica anche al settore della carne di pollame (regolamento 543/2008).

Il termine di 12 settimane è già stato raggiunto in molti paesi, mentre per altri è prossimo. Inoltre, data l’attuale situazione dell’influenza aviaria in Europa, le misure di restrizione imposte dalle autorità sanitarie degli Stati membri continuerà ad applicarsi anche nelle prossimo settimane. Quest’anno, dato il contesto, la misura europea che consente la deroga dell’uso del termine “free range” dovrebbe essere estesa in modo eccezionale, per preservare i produttori che hanno effettuato investimenti significativi nel settore della produzione di uova di qualità. Il settore, si legge nella lettera, vorrebbe quindi adottare una deroga specifica per tale termine di 12 settimane, in modo che il termine “free range” possa essere utilizzato per le uova provenienti da galline ovaiole confinate per motivi di protezione contro l’aviaria ad alta patogenicità. La deroga dovrebbe essere applicata fino alla fine delle misure di confinamento imposte da ciascuno Stato membro.

Il Presidente dell’Erpa ricorda infine che il regolamento europeo sull’agricoltura biologica permette di continuare a usare il termine “biologico”, senza limiti di tempo, per le uova prodotte da galline in isolamento per motivi di salute.

Fonte Erpa