La Cina è la stella nascente per il benessere degli animali?

La Cina potrebbe non essere stato il primo paese a preoccuparsi del benessere degli animali ma, come spesso succede, la situazione sta cambiando rapidamente.

È noto che le preferenze alimentari dei consumatori cambiano quando vengono soddisfatti i bisogni fondamentali e quando vi è un incremento del reddito; e i consumatori cinesi non sono un’eccezione. Quindi la nascita nel paese di numerosi gruppi di attivisti che si battono per il benessere animale non dovrebbe sorprendere: né tanto meno deve sorprendere il fatto che i produttori di carne stiano modificando i loro metodi di allevamento in risposta ai cambiamenti degli atteggiamenti dei consumatori.

Come le loro controparti internazionali, che hanno una tradizione più lunga in tema di benessere animale, le aziende cinesi che aderiscono agli standard di benessere sono in cerca di un riconoscimento. Ne sono un esempio le aziende cinesi attraverso i Good Farm Animal Welfare Awards, organizzati da Compassion in World Farming (CIWF).

La prima impresa cinese che, nel 2014, ha ricevuto il Good Production Award opera nel settore suinicolo. Quest’anno il numero dei produttori di suini cinesi è cresciuto a 14. Nel 2017 è stato riconosciuto lo schema per i produttori di polli e uova, e sono stati premiate premiate 8 società cinesi con il Good Egg Production Award e 7 con il Good Chicken Production Award.

Per la Cina, CIWF utilizza un sistema di punteggio che va da 1 a 5 stelle e la maggior parte delle aziende ha ottenuto il massimo punteggio.
Una delle aziende a ricevere 5 stelle è Yeshan Gong Chicken Eco-Breeding Demonstration Farm di Jiangsu Ningchuang Agriculture Science and Development Co. Ltd, che produce, biologicamente e senza antibiotici, uccelli a doppio scopo. L’azienda mette in evidenza che le aree free-range delle sue aziende comprendono bagni di polvere, aree al chiuso e all’esterno con i grattatoi, e che la produzione segue rigorosi criteri biologici. Questa società sta già utilizzando metodi di allevamento che per alcune aziende occidentali sono ancora un miraggio.

Qualche decennio fa, chi avrebbe pensato che la Cina sarebbe stata una delle principali nazioni a primeggiare in diversi settori, o che i redditi sarebbero aumentati o che la popolazione si sarebbe urbanizzata. Potrebbe essere necessario altro tempo e altri cambiamenti prima che la Cina diventi un faro per il benessere, ma con una popolazione sempre più in grado di scegliere ciò che mangia, e con una società molto più aperta alle influenze esterne, inclusi i rivenditori stranieri che hanno applicato le politiche benessere a livello globale, il benessere potrebbe, sempre più velocemente, arrivare in cima all’elenco delle priorità cinesi.

Fonte WattAgNet