La Cina accusa il Brasile di dumping

Dopo aver ricevuto una segnalazione sul fatto che il Brasile sta vendendo il pollo esportato a un prezzo inferiore al valore di mercato, la Cina ha avviato un’indagine antidumping. Le accuse nascono da affermazioni simili fatte anche da rappresentanti del Sudafrica e dell’Ucraina, ma in entrambi i casi al Brasile non è stata confermata alcuna condanna di dumping.

Francisco Turra, amministratore delegato dell’Associazione brasiliana della proteina animale (ABPA), ha detto alla Reuters che le rivendicazioni sono false. “Siamo molto competitivi ed è difficile che il produttore cinese capisca che i prezzi applicati sono per noi normali. Tali lamentele sono ovvie ma noi possiamo difenderci“.

Secondo il ministero cinese del commercio, il Brasile copre oltre il 50% delle forniture di prodotti di carne di pollo cinesi.

Non è la prima volta che la Cina accusa di dumping i paesi dai quali importa pollame. Nel 2010, ha accusato gli Stati Uniti e ha imposto tariffe all’importazione dei prodotti avicoli americani. La World Trade Organization ha deciso a favore degli Stati Uniti e la Cina ha deciso di non appellarsi, ma i dazi sono rimasti invariati. Nel 2014, la Cina aveva annunciato la volontà di ridurre i dazi per alcune aziende avicole americane, ma li ha alzati per altre.

Fonte WattAgNet