La carne prodotta in laboratorio sarà il futuro della zootecnia?

Recentemente Austin Alonzo giornalista di WATT Global Media ha partecipato ad una interessante conversazione con un vegano e ha cominciato a farsi domande sul futuro del settore zootecnico. La conversazione è avvenuta con un Uber-driver che lo ha informato su una nuova campagna stampa di Memphis Meats la società che sta “creando” carne senza l’intervento degli animali, ma utilizzando cellule animali auto-replicanti raccolte da animali. L’autista, prima di cominciare la sua conversazione, ha informato Alonzo di essere un vegano e quindi assolutamente disinteressato all’esperienza che il giornalista ha in campo alimentare e zootecnico.

L’autista ha detto che la cosa più eccitante che sta coinvolgendo il popolo vegano è proprio la promessa di carne prodotta sinteticamente,

Lo scorso agosto, la Memphis Meat ha ricevuto da diversi investitori, tra cui Cargill, un finanziamento pari a diversi milioni di dollari per produrre la cosiddetta “clean meat”. Il progetto è simile a quello di altre società che hanno piazzato alcuni prodotti sul mercato, tipo Beyond Meat (polpette vegane) e Hampton Cree, (maionese senza uova). Lo scorso marzo il Wall Street Journal ha riportato che Memphis Meats intende commercializzare il suo prodotto dal 2021.

Ma da un punto di vista chimico la “clean meatè carne ed è prodotta usando gli animali, e va quindi considerata un prodotto animale.
Ma secondo Alonzo la questione più preoccupante è se il consumatore medio deciderà di scegliere un prodotto Silicon Valley o “Fattoria Rossi”. Chiaramente la parola “clean” (che da un punto di vista normativo o nutrizionale non significa niente) è fondamentale per il consumatore, che desidera un’alimentazione “pulita”. Grazie all’attività degli animalisti, secondo Alonzo, le questioni legate al benessere animale stanno prendendo sempre più piede. E se le premesse di Memphis Meats avranno successo, le economie di scala potrebbero fare della carne prodotta in laboratorio un prodotto a costi competitivi.

Secondo Alonzo la tattica da usare è quella che punta sulla “naturalezza”. Questo tipo di carne non è naturale e di fatto fa concorrenza agli Ogm. I consumatori hanno paura degli Ogm a tal punto da influenzare le proprie decisioni di acquisto e le decisioni dei politici. La “clean meat” è comunque un prodotto nato dall’innovazione scientifica. Il consumatore medio probabilmente non comprende il ruolo che la scienza svolge nella carne prodotta in laboratorio. Se un consumatore si domanda come un uovo finisce nel negozio in cui viene comprato, come può non pensare che un pezzo di carne viene prodotto in laboratorio da una cellula animale auto-replicante?

Fonte WattAgNet