La Camera approva il TU sul biologico

Dopo un lungo iter legislativo durato quattro anni, il Testo Unificato che detta le “disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico“, è stato approvato, con modifiche, dalla Camera con 269 voti favorevoli e nessun contrario. Il testo sarà esaminato, in seconda lettura, dal Senato la prossima settimana. Al momento non è noto il relatore.

Il testo si compone di 16 articoli ed è considerato una svolta in ambito nazionale. Le novità riguardano innanzitutto l’istituzione del Tavolo tecnico per l’agricoltura biologica (art. 4) al quale viene affidato il compito di definire le priorità per il Piano d’azione nazionale per l’agricoltura biologica, e di esprimere pareri sui provvedimenti di carattere nazionale ed europeo in merito alla produzione biologica. Il Tavolo propone, altresì, interventi per le attività di promozione dei prodotti biologici e organizza almeno un incontro annuale per confrontare le esperienze dei distretti biologici.

L’articolo 5 prevede che il Ministero dell’agricoltura adotti il Piano d’azione nazionale per l’agricoltura biologica. contenente interventi per: agevolare la conversione al biologico, con particolare riferimento alle piccole imprese agricole; sostenere la costituzione di forme associative per rafforzare la filiera del biologico; incentivare il biologico attraverso iniziative di informazione ed educazione al consumo; monitorare l’andamento del settore; migliorare il sistema di controllo e di certificazione; incentivare enti pubblici ad utilizzare il biologico nella gestione del verde; incentivare la ricerca.

Il Fondo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica (art. 7) sostituisce, rivedendone le finalità, il Fondo per l’agricoltura biologica e di qualità già previsto a legislazione vigente. Il Fondo è destinato al finanziamento del Piano d’azione, con una riserva del 30% alla ricerca. Il Fondo è alimentato dal contributo annuale dovuto per la sicurezza alimentare nella misura del 2% del fatturato dell’anno precedente relativo alla vendita di prodotti fitosanitari; tale contributo è già previsto a legislazione vigente ed è destinato al finanziamento del Fondo. Innovativa risulta, invece, l’introduzione di sanzione in caso di mancato pagamento del contributo.

Oltre alla creazione di Distretti biologici, il testo prevede l’introduzione delle Organizzazioni interprofessionali di filiera Bio e delle Intese di filiera, entrambe già utilizzate per altri settori.