La biosicurezza degli incubatoi inizia nell’allevamento dei riproduttori

La biosicurezza è un aspetto molto importante nella catena di produzione del pollame.

Secondo il consulente Scott Martin negli incubatoi non devono mai essere presenti uova sporche. Nel corso di un seminario promosso da Merial dal titolo “Let’s Speak Hatchery Solution”, svolto alla Fiera VIV Asia di Bangkok, Martina ha precisato che la pulizia delle uova deve essere fatta presso l’allevamento dei riproduttori, dato che inserire nel vivaio uova sporche è un inutile rischio in termini di biosicurezza.

Una adeguata cura dei nidi e una raccolta tempestiva delle uova aiuteranno ad ottenere uova pulite. Martin ricorda che le uova da cova non devono essere lavate perché il lavaggio rimuove parte della cuticola e in questo caso l’uovo perde un po’ della sua protezione.

Il dottor Keith Bramwell, professore associato dell’Università dell’Arkansas, ha aggiunto che alcuni metodi normalmente utilizzati in azienda per pulire le uova, come la levigatura, non sono efficaci. Ha infatti condiviso i risultati di alcune ricerche secondo le quali le uova sporche sottoposte a levigatura o “spazzamento”, facevano registrare lo stesso livello di sporcizia delle uova che non erano state sottoposte a trattamenti prima dell’incubazione.

Secondo Martin invece in azienda potrebbe essere efficace la fumigazione a secco delle uova, ma nessun trattamento “non a secco” funziona. Bramwell specifica tuttavia che, se fatta correttamente e in condizioni attentamente controllate, il lavaggio delle uova può essere ritenuta utile. Il problema è che di solito la procedura non viene eseguita correttamente. La temperatura del liquido di lavaggio deve essere mantenuta alla stessa temperatura dell’uovo. Non seguire una corretta procedura può essere peggio che non pulire affatto le uova.

Anche una corretta ventilazione garantisce all’incubatoio la migliore biosicurezza e, secondo Martin, sebbene non sia possibile eliminare tutta la condensa del vivaio, è necessario effettuare numerosi controlli, che permettono di monitorare e quindi impostare il giusto movimento dell’aria, adeguate temperature e livelli di umidità relativa, oltre alla pressione statica. Inoltre ha precisato che se un ambiente ha bisogno di una pressione positiva, non può essere accanto a un’altro ambiente con pressione positiva e tra i due ambienti sarà necessario crearne un altro con pressione negativa.

Fonte WattAgNet