Ispezioni a sorpresa negli impianti BRF

La scorsa settimana il Ministero dell’agricoltura del Brasile ha avviato una serie di ispezioni a sorpresa presso gli stabilimenti della BRF SA, la principale azienda esportatrice di polli al mondo.

Secondo quanto dichiarato da BRF le ispezioni interessano più stabilimenti, ma l’azienda non ne ha specificato il numero, aggiungendo di aver incaricato tutto il personale di prestare piena cooperazione.

Queste indagini seguono la pubblicazione di un rapporto della Polizia federale secondo il quale alcuni documenti della BRF erano presumibilmente adulterati per evitare i controlli sulla sicurezza alimentare e la qualità.

Secondo quanto riportato alla Reuters da una persona informata dei fatti, che ha voluto restare anonima, gli impianti già sottoposti ad ispezioni sono almeno 6. Un funzionario del Ministero, che ha voluto ugualmente mantenere l’anonimato, ha dichiarato di aver aperto un’indagine all’interno di un’operazione di polizia federale del marzo 2018, nome in codice “Trapaça” o “Trickery“. Gli investigatori hanno affermato che la BRF e il laboratorio Mérieux NutriSciences Brasil sono accusati di collusione finalizzata all’esclusione degli impianti dai controlli sanitari. Mérieux ha negato le accuse di frode e corruzione.

La polizia federale ha anche affermato che la BRF ha cercato di impedire un’indagine governativa approfondita e di limitare la diffusione di notizie secondo le quali la Cina nel 2015 ha trovato tracce di diossina altamente tossica nelle importazioni di pollo provenienti dal Brasile,. La polizia ha inoltre accusato la BRF di usare un antibiotico proibito, il nitrofurazone, e di riportare in modo volutamente errato i livelli di altri antibiotici.

BRF ha dichiarato che intende collaborare all’inchiesta e ha sospeso tutti i dipendenti citati nel rapporto della polizia.

Secondo le prove raccolte dall’autorità sempre nel 2016 la BRF ha ordinato la macellazione di circa 26.000 capi infetti da Salmonella Typhimurium, e ha fornito alle autorità informazioni false per occultarla. La polizia ha aggiunto che il pollo infetto è stato venduto in almeno 10 stati brasiliani ed esportato in Europa.

Le prime indagini sono scattate a marzo 2017 con un’operazione denominata “Weak Flesh” ampliata nel marzo 2018 con Trapaça. Gli scandali hanno interrotto la produzione di BFR e causato la chiusura temporanea dei mercati all’esportazione brasiliana della carne confezionata.

La polizia ha dichiarato di non aver ancora trovato prove “indiscutibili” di illeciti da parte di funzionari governativi; ma il Ministero dell’agricoltura ha riferito che nella prima parte delle indagini sono stati implicati 22 funzionari e 19 di loro sono stati sospesi dall’incarico in attesa della fine dei procedimenti amministrativi. In relazione alle indagini penali in corso la scorsa settimana, la polizia ha incriminato 43 persone, tra cui un ex amministratore delegato e il presidente della BRF. I pubblici ministeri devono ora decidere quali reati addebitare, chiedere ulteriori indagini o revocare la denuncia.

Fonte The Poultry Site