Ismea: nel carrello degli italiani meno carboidrati e più proteine

Secondo gli ultimi dati rilasciati da Ismea nei primi 6 mesi del 2018 la spesa delle famiglie per i prodotti alimentari, rilevata attraverso il monitoraggio Ismea-Nielsen. ha registrato un incremento dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2017.  Si tratta di fatto di un rallentamento rispetto alla dinamica del primo trimestre dell’anno (era +1,4% rispetto al trimestre del 2017) e tale incremento è da attribuirsi quasi esclusivamente all’aumento dei prezzi medi delle referenze componenti il carrello.

Anche in questo periodo sono stati i prodotti confezionati a trainare la spesa (+2,2%) mentre per i prodotti sfusi (che ormai pesano solo il 32% del valore del carrello) la spesa si è contratta del 2%. Rispetto allo stesso periodo del 2017 i consumatori italiani hanno speso circa lo 0,8% in più per l’acquisto di beni alimentari e l’1,7% in più per le bevande (alcoliche ed analcoliche).

Una crescita sostenuta della spesa per i prodotti confezionati si è registrata nelle Aree Nord Est (+4,9%), Nord Ovest (+1,9%) e Centro (+4%), mentre una lieve flessione ha caratterizzato i consumi nell’Area Meridionale (-0,3%, ma era -1,1% nel primo trimestre).

In particolare nel periodo analizzato la composizione della spesa vede una rimodulazione dei componenti: si è speso meno per bevande analcoliche e ortaggi e di più per carne, uova e vini: si delinea quindi un diverso modo di alimentarsi con “meno carboidrati e più proteine”.

Tra i prodotti freschi per i quali la spesa risulta in aumento emerge il comparto delle uova, per le quali nel primo semestre si ha un + 16,7% dopo la già buona performance del 2017 (+4% rispetto al 2016). Il trend è anche in questo caso da ascriversi esclusivamente all’aumento dei prezzi medi dovuto da un lato alla minor disponibilità di offerta, dall’altro lato alla maggior presenza in assortimento di uova provenienti da allevamenti “a terra” e biologici, che hanno prezzi più alti.

In aumento la spesa per tutte le carni, per le quali però i volumi venduti risultano nel complesso stabili, con intonazione leggermente positiva per le bovine (+0,2%) e leggermente flessiva per le suine (-0,8%), mentre restano stabili i volumi delle avicole; per tutte in sensibile aumento i prezzi.

Riguardo i carboidrati rispetto al primo semestre 2017 le vendite di pasta di semola secca registrano una flessione del 2,4% in volume con una riduzione della spesa del 3% che si aggiunge a quella dell’1,4% già rilevata nel 2017 rispetto al 2016. Anche tra le farine, quella di frumento tenero registra flessioni in termini di volume del 4% (-2,7 in spesa dopo il -2,9% del 2017). Forte incremento, nei primi sei mesi del 2018, dopo un 2017 già in crescita, per i consumi di prodotti della IV gamma.

Fonte Ismea