Interrogazione sulla presenza dei nitrati nei prodotti alimentari

Lo scorso 20 ottobre l’europarlamentare Nicola Caputo ha presentato alla Commissione europe un’Interrogazione con richiesta di risposta scritta sulla presenza di nitrati nei prodotti alimentari.

I nitrati e i nitriti vengono utilizzati soprattutto nella conservazione (microbiologica) delle carni e degli insaccati per scongiurare la proliferazione del Clostridium botulinum e per migliorare l’aspetto e la consistenza di questi prodotti.
Secondo Caputo, sebbene nell’Unione europea l’uso di tali sostanze sia consentito entro determinati limiti, un consumo eccessivo e prolungato delle stesse può dare origine alla formazione di nitrosammine, ritenute cancerogene.

La dose giornaliera ammissibile riferita a 1 kg di peso corporeo è pari a 3,7 mg per i nitrati e a 0,07 mg per i nitriti. Pertanto, una persona che pesa 70 kg non dovrebbe assumere più di 259 mg di nitrati e più di 4,9 mg di nitriti al giorno.

Ad oggi accade però che, con l’avvento dell’agricoltura industriale, le quantità di nitrati e nitriti ingerite siano aumentate notevolmente e alcuni paesi membri stanno riducendo progressivamente le soglie minime di ammissibilità.

Alla luce di quanto precede, Caputo chiede se la Commissione ritiene che le disposizioni dell’UE vigenti siano adeguate a tutelare la salute dei consumatori sul territorio dell’Unione, e se intende rivedere la normativa per vietare l’uso delle sostanze in oggetto al fine di tutelare meglio la salute pubblica?

A nome della Commissione risponde Vytenis Andriukaitis il quale concorda sulla posizione e sui dati presentati. In questo settore la normativa garantisce perciò un equilibrio tra il rischio di formazione di nitrosammine e l’effetto protettivo dei nitriti contro i batteri patogeni.
Nel 2015 è stato portato a termine uno studio sugli aspetti tecnologici relativi all’uso dei nitriti. La sicurezza dell’uso di nitriti e nitrati è al momento oggetto di una nuova valutazione da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che dovrebbe essere conclusa entro la fine del 2016.

Alla luce dei risultati dello studio e della nuova valutazione dell’Efsa, la Commissione valuterà se sia necessaria una revisione dell’attuale autorizzazione di tali additivi.

Fonte Commissione europea