Interrogazione sui casi di aviaria in Francia

Lo scorso 9 dicembre 2016 le europarlamentari Elisabetta Gardini e Monica Macovei hanno presentato alla Commissione un’interrogazione con richiesta di risposta scritta relativa al rischio di influenza aviaria negli allevamenti francesi.

Le europarlamentari precisano che in Francia si è manifestato un focolaio di influenza aviaria altamente patogena (H5N8), passato da livello “moderato” a “elevato”. Tale ceppo virale potrebbe costituire un problema per la salute dei consumatori francesi ed europei e l’influenza potrebbe avere anche delle conseguenze nefaste per la fauna selvatica. Questa problematica potrebbe inoltre avere ripercussioni negative sul commercio di carne nell’UE e il focolaio potrebbe rappresentare un serio danno economico per gli allevatori locali ed europei. Inoltre sono state identificate diverse infezioni da virus H5n8 in Germania, Svizzera, Ungheria e Austria.
Richiedono quindi che la Commissione comunichi perché non sono state intraprese misure adeguate di prevenzione dato che il fenomeno si è manifestato per la prima volta in novembre; quali azioni intende intraprendere per confinare e arrestare l’influenza, per verificare lo stato di salute della fauna selvatica e per garantire un’adeguata sicurezza alimentare ai consumatori europei evitando qualsiasi rischio di zoonosi.

Il 17 gennaio a nome della Commissione risponde Vytenis Andriukaitis precisando che la situazione dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) causata dal sottotipo H5N8 si sta evolvendo in diversi Stati membri, in cui si registrano casi di mortalità tra diverse specie di volatili e focolai negli allevamenti di pollame.

Ricorda che esiste una normativa UE per affrontare efficacemente i focolai di influenza aviaria tra il pollame e gli altri volatili in cattività. Essa prevede misure di prevenzione e di sorveglianza per il pollame e i volatili selvatici. Tutti gli Stati membri sono tenuti ad applicare le necessarie misure di biosicurezza per prevenire contatti diretti e indiretti tra il pollame e i volatili selvatici e per assicurare la piena attuazione delle pertinenti misure di controllo.

Dall’inizio dell’epidemia la Commissione ha sollecitato le autorità degli Stati membri e il settore della pollicoltura dell’UE ad esercitare la massima vigilanza in relazione al rischio di introduzione del virus negli allevamenti di pollame tramite i volatili selvatici e ad intensificare la biosicurezza negli allevamenti anche per quanto concerne la prevenzione dei contatti tra i volatili selvatici e il pollame. La Commissione ha chiesto all’Efsa di elaborare un parere scientifico sull’influenza aviaria.

Per quanto concerne la minaccia per la salute umana, il consumo di carni di pollame o di uova prodotte nell’UE è sicuro. Sono in atto rigorose misure veterinarie e di sicurezza alimentare per evitare che carni o uova di pollame infetto vengano immesse nella filiera alimentare. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie dichiara che finora non è mai stata rilevata nel mondo un’infezione umana con l’attuale HPAI del sottotipo H5N8 e che un’ulteriore caratterizzazione del virus dimostra che questo è ancora essenzialmente un virus aviario privo di affinità specifica accresciuta per gli esseri umani.

Fonte Parlamento europeo