Interrogazione europea sulle misure di salvaguardia sudafricane nei confronti del pollame europeo

Lo scorso settembte gli europarlamentari Jan Huitema e Annie Schreijer-Pierik hanno presentato alla Commissione un’interrogazione con richiesta di risposta scritta sulle barriere all’importazione poste dal Sudafrica nei confronti del pollame europeo.

Attualmente, infatti, l’esportazione di carne di pollame in Sudafrica incontra gravi ostacoli perché il paese non sta rispettando gli accordi commerciali previsti dall’accordo di partenariato economico (APE) a causa, ad esempio, di dazi antidumping e dazi di salvaguardia (SFG). Inoltre, dopo l’epidemia di influenza aviaria, il Sudafrica ha mantenuto i propri confini completamente chiusi alle carni di pollame provenienti da vari Stati membri, nonostante lo status di indennità assegnato ad alcuni di loro in conformità agli standard dell’OIE.

Nell’interrogazione si chiede se la Commissione ritiene che gli Stati membri con status di indenne da HPAI debbano poter accedere nuovamente al mercato sudafricano, e se intende considerare la questione prioritaria in modo che le esportazioni possano riprendere appena possibile. Inoltre si chiede se sia accettabile il mancato rispetto degli accordi commerciali e se la Commissione può indicare quali misure sono state prese nei confronti del paese africano per non aver ottemperato alle disposizioni dell’accordo di partenariato europeo. Si chiede inoltre conferma sulla prevista introduzione da parte del Sudafrica di un “dazio di salvaguardia” del 35% sulla carne avicola proveniente dall’Europa e se questo è legalmente possibile ai sensi delle norme della World Trade Organization e degli accordi raggiunti nel contesto dell’accordo di partenariato europeo.

A nome della Commissione risponde il Commissario europeo per il commercio Cecilia Malmström secondo la quale la Commissione ritiene che la sospensione da parte del Sudafrica delle importazioni di carne di pollame dagli Stati membri dell’UE con uno status di patologia aviaria ad alta patogenicità sia in contraddizione con le norme WTO ed OIE soprattutto in relazione alla cosiddetta regionalizzazione, e che dovrebbe essere tolto senza ulteriori ritardi.

La Commissione è attualmente impegnata in discussioni tecniche e politiche con le autorità competenti del Sudafrica, per garantire che il commercio possa riprendere il più rapidamente possibile. In base all’articolo 34 dell’accordo di partenariato economico APE, il Sudafrica può applicare misure di salvaguardia purché tutte le condizioni stabilite nell’accordo stesso siano rispettate. Inoltre, ai sensi del presente articolo, qualsiasi misura di salvaguardia deve essere discussa in seno al Comitato per il commercio e lo sviluppo dell’EPA prima che possa essere adottata. La Commissione è stata attivamente impegnata nelle analisi delle misure di salvaguardia sudafricane (attraverso comunicazioni scritte, audizioni orali e iniziative a livello politico) per garantire che il Sudafrica rispetti queste regole.
Queste analisi riguardano in particolare una misura bilaterale dell’APE, non misure relative agli accordi WTO. Fino ad oggi, la Commissione non è stata ufficialmente informata dell’adozione da parte del Sudafrica di alcuna misura di salvaguardia definitiva. A norma dell’articolo 112 dell’EPA, nulla nell’APE impone alle parti di agire in modo incoerente con i loro obblighi.

Fonte Parlamento europeo