Interrogazione europea sui dazi all’importazione del Sudafrica nei confronti del pollame UE

Lo scorso maggio l’europarlamentare Hilde Vautmans ha presentato alla Commissione europea un’interrogazione con richiesta di risposta scritta relativamente ai dazi all’importazione della carne di pollame comunitaria. Nell’interrogazione presentata è stato ricordato che l’Unione europea ha concluso un accordo commerciale con il Sudafrica che prevede l’importazione esente da dazi doganali di carni di pollame UE. Tuttavia, sembra che il Sudafrica attualmente stia affrontando una crisi in questo settore che, secondo il suo Dipartimento per il commercio e l’industria, è attribuibile al sostanziale ad aumento delle importazioni di carni di pollame dall’Unione europea.

Nel 2014 la risposta iniziale del Sudafrica è stata l’imposizione di dazi antidumping sul pollame proveniente da diversi paesi, tra cui i Paesi Bassi, la Germania e il Regno Unito. Il 15 dicembre 2016 ha poi deciso di adottare misure di salvaguardia provvisorie che consentono di aumentare il dazio provvisorio del 13,9% in misura pari al 37%. Questo nel caso in cui la Commissione internazionale per il commercio commerciale del Sudafrica (ITAC) confermasse che la crisi del settore avicolo del paese è stato causato proprio dalle importazioni dall’UE.

Per questo motivo l’europarlamentare desidera sapere la situazione relativa alla clausola di salvaguardia e se la Commissione ha già rinviato la questione alla World Trade Organization per risolvere la controversia.

A nome della Commissione risponde il Commissario Cecilia Malmström ricordando che nell’ambito dell’Accordo di Partenariato Economico (EPA) tra l’UE e 6 paesi della Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe (SADC), le importazioni in Sudafrica di carni di pollame originarie dell’UE sono esenti da dazi doganali. Il Commissario conferma che nel febbraio 2015, il Sudafrica ha imposto dazi antidumping, tra l’altro, ai pollame originari della Germania, dei Paesi Bassi e del Regno Unito. Nel dicembre 2016, il Sudafrica ha imposto una misura di garanzia provvisoria del 13,9% sulle importazioni di pollame dall’UE. In linea con la disposizione in materia di EPA, tale misura può essere adottata per un periodo massimo di 200 giorni da uno Stato del SADC e pertanto tale misura di garanzia è scaduta il 3 luglio scorso. Inoltre l’inchiesta per confermare o modificare la misura adottata in via provvisoria è ancora in corso.

Attualmente, sulla base dell’articolo 34 (salvaguardie bilaterali generali) dell’APE, il Sudafrica sta finalizzando un’inchiesta che, a seconda delle constatazioni, può portare ad una decisione di imporre una misura di salvaguardia definitiva. La Commissione è stata informata del fatto che l’autorità competente in Sudafrica (ITAC) formulerà presto una raccomandazione al Dipartimento del commercio e dell’industria (DTI). Lo stesso DTI chiederà una consultazione con l’UE secondo le disposizioni dell’articolo 34 dell’APE. La Commissione sta partecipando attivamente a nome dell’UE nell’inchiesta in corso attraverso presentazioni scritte e audizioni orali.

Secondo l’articolo 34.10 dell’APE, le misure generali di salvaguardia bilaterali adottate in virtù del presente articolonon sono soggette a disposizioni del regolamento del commercio mondiale delle negoziazioni“, ma possono essere soggette alle procedure di risoluzione delle controversie contenute nel capitolo III dell’APE.

Fonte Parlamento europeo