In Russia problemi nel mercato dei tacchini

Nei prossimi mesi, in Russia, il prezzo medio per la carne e le uova da cova di tacchini potrebbe aumentare del 20%. E’ la previsione degli analisti a causa dei continui focolai di influenza aviaria e delle restrizioni imposte dal servizio veterinario del paese, Rosselhoznadzor, alle importazioni provenienti dall’Unione europea.

Lo scorso 17 aprile è stato segnalato il secondo focolaio di aviaria presso Eurodon, il più grande produttore di tacchini della Russia. Alla fine del 2016 Eurodon aveva riferito un altro focolaio in un allevamento di tacchini nella regione di Rostov. Nella prima settimana di gennaio la società era stata costretta ad abbattere 700.000 capi e questa volta ne ha eliminati 42.000, ma il media regionale Don News ha detto che la società è stata costretta ad eliminare tutti gli animali presenti, per un totale di 240.000 capi.

A metà marzo, la società ha informato di essere costretta a bloccare la fornitura di tacchini refrigerati al mercato locale a causa dell’aviaria e che la sospensione potrebbe durare fino a fine maggio. Eurodon rappresenta quasi il 25% delle capacità produttiva di tacchini della Russia, e questa decisione comporta, di conseguenza, una significativa variazione dei prezzi.

Nel frattempo, in Europa, i casi di influenza aviaria hanno portato una nuova sfida all’industria russa dei tacchini, che ha cominciato a registrare una grave carenza di uova da cova. Albert Davleyev, presidente dell’agenzia di consulenza agricola del paese, Agrifood Strategies, ha informato i media locali che l’anno scorso la Russia ha importato 19,7 milioni di unità di uova da cova, e che il 75% di queste provenivano da Canada, Germania, Francia e Slovacchia.

Dall’inizio del 2017 le spedizioni provenienti da Germania e Slovacchia sono state limitate a causa dell’AI, e i produttori hanno già cominciato a risentire della carenza e sono costretti a scegliere uova di diverse razze, introducendo così cambiamenti involontari nel processo di produzione, ha spiegato Davleyev. Al contempo, la domanda di uova da cova è in costante crescita per rispondere alle crescenti capacità produttive del paese: nel 2016 in Russia la produzione di tacchini è aumentata del 51,7% in termini di volume raggiungendo il record di 227.200 tonnellate, e si prevede che raggiunger le 250.000 tonnellate, ha specificato Davleyev.

Negli ultimi tempi in Russia, a causa della scarsità dell’offerta, il prezzo delle uova da cova è aumentato di quasi il 10% rispetto ai primi mesi del 2016, raggiungendo 1,2/1,3 dollari l’una. Il media Kommersant, citando le proprie fonti, ha affermato che in Russia non esiste alcuna alternativa ragionevole alle importazioni di uova da cova, poiché l’unico produttore industriale di uova da cova è Eurodon, e la società le vende a circa 3,8 dollari l’una. La società ha negato precisando che la cifra fa riferimento al prezzo dei “rivenditori”, mentre la società vende le uova da cova a un prezzo decisamente più basso. Secondo quanto riportato dall’azienda, Eurodon lo scorso anno ha prodotto 9,1 milioni di unità di uova da cova, di cui 6,1 milioni di unità vengono utilizzate in azienda e 3 milioni vengono vendute.
Sempre secondo Kommersant alcuni produttori avicoli russi credono che data l’attuale situazione di mercato, i prezzi delle uova da cova dei tacchini cresceranno ulteriormente del 15-20%.

Fonte WattAgNet