In Russia continua la lotta contro la peste suina africana

Secondo il Servizio per l’ispezione veterinaria del Ministero dell’agricoltura della Russia (Rosselkhoznadzor) la peste suina africana (ASF) rappresenta una vera sfida per il mercato della carne dell’Europa centrale e dell’Asia, inclusa la Cina

Il ministro dell’agricoltura Alexandr Tkachev avverte che nel caso in cui l’ASF si diffondesse in Cina ci sarebbero conseguenze disastrose, a causa della elevata densità della popolazione di suini del paese.

In Russia ci sono 25 milioni di suini, ma in Cina ce ne sono 430 milioni” ha spiegato il ministro “Con questa densità, se ci fosse una infezione di qualsiasi virus, la situazione diventerebbe esplosiva, e la Cina non avrebbe più alcun settore suinicolo. Prima o poi qualcuno porterà in Cina questo virus, così come è stato portato nel nostro paese dai cinghiali selvatici della Georgia“.

In precedenza, l’ex capo del corpo sanitario russo Gennady Onishenko si era spinto oltre dichiarando che l’ASF era stata introdotta in Russia dalla Georgia in maniera intenzionale.

Lo scorso 6 ottobre, quando è stato individuato il primo caso di ASF in Moldavia, il Rosselkhoznadzor ha vietato le importazioni di suini vivi e di carne di maiale dal Paese, aggiungendo che laddove l’Unione europea non avesse preso misure per vincolare la diffusione dell’epidemia, nella prima metà del 2017 il divieto sarebbe potrebbe essere esteso anche ai Paesi Baltici e alla Polonia.

Nel corso di una ispezione nella regione di Kaliningrad, il capo del Rosselkhoznadzor Sergei Dankvert ha chiesto alle autorità locali di migliorare le misure volte ad impedire che la malattia entri nella zona.Purtroppo, allo stato attuale il numero di focolai di ASF nei paesi baltici e nella Polonia si avvicina a 3.000. Le autorità veterinarie nell’Unione europea stanno valutando la minaccia in Romania, Ungheria, Slovacchia e Germania“.

Nell’Unione europea dovrebbero essere presi in considerazione sia la possibilità di un radicamento del virus nella popolazione di cinghiali presenti in Polonia e nei Paesi Baltici, sia la mancanza di efficaci controlli e azioni di tracciabilità dei prodotti animali nel mercato interno comunitario. Secondo l’Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE) l’ASF potrebbe diventare endemica sia in Polonia che nei Paesi Bassi, trasformando le due aree in potenziali fonti del virus in altre aree geografiche.

Fonte Global Meat News