In Malesia, Russia e Taiwan nuove varianti di influenza aviaria

Nuovi sottotipi del virus altamente patogeno dell’influenza aviaria (HPAI) sono stati rilevati per la prima volta negli allevamenti commerciali avicoli di Malesia, Russia e Taiwan.

Ad agosto i media della Malesia hanno riferito della presenza del virus HPAI nello stato di Sabah, caso confermato in un rapporto ufficiale inviato all’Organizzazione mondiale per la salute degli animali (OIE). Nel rapporto, il Dipartimento dei servizi veterinari ha identificato il ceppo H5N1, rilevatao l’ultima volta nel paese nell’aprile 2017. Si tratta del primo focolaio di HPAI nella zona di Sabah e ha colpito un allevamento di 28.000 polli. Attualmente sono state sospese tutte le esportazioni di pollame provenienti da questa regione. Il ministro dell’agricoltura e dell’alimentazione di Sabah, Junz Wong, ha confermato che i proprietari di allevamenti cui sono stati abbattuti i capi al fine di controllare la diffusione del virus, riceveranno un risarcimento, ma non i grandi allevatori che conoscono bene i rischi in cui si incorre quando si avvia un’attività industriale.

Nell’area è stato avviato un “aggressivoprogramma di sorveglianza e abbattimento, e secondo i funzionari l’epidemia sarà contenuta entro un mese. Un altro caso è stato rilevato a Kampung Loputung, a cinque chilometri dal primo focolaio: sono stati coinvolti due allevamenti di cui sono stati abbattuti i 30.000 capi presenti, oltre ad altri 1.150 ad allevamenti dei villaggi vicini.

Il ministero dell’agricoltura di Taiwan ha informato l’OIE di un nuovo focolaio di influenza aviaria altamente patogena, ceppo H5. Si tratta del quarto caso da gennaio. La fonte dell’infezione è sconosciuta e l’istituto di ricerca sulla salute degli animali non ha rilasciato ulteriori indicazioni. Il rilevamento è avvenuto in 4 fattorie, 3  nella contea di Yunlin e 1 a Pingtung: in totale sono stati abbattuti 60.000 capi tra ovaiole, polli e anatre e 230 capi sono morti a causa della malattia.

Dall’inizio del 2015 Taiwan sta cercando di controllare la variante H5N2 che si è ripresentata a luglio: sono stati colpiti 2 allevamenti nella contea di Yunlin che ospitavano 3.411 anatre e 36.455 polli. Anche in questo caso sono state applicate le consuete misure di contenimento: restrizioni della movimentazione degli animali, abbattimento, pulizia e disinfezione, e sorveglianza intensiva degli allevamenti vicini.

E’ stata invece risolta la situazione in Bhutan dopo che a marzo due focolai di aviaria altamente patogena H5N1 avevano colpito 677 avicoli commerciali e un piccolo allevamento da cortile.

La variante H5N2 del virus HPAI sembra invece essere tornata in Russia. Secondo il Servizio veterinario del paese, Rosselkhoznadzor, il virus è stato individuato lo scorso 9 agosto in una fattoria con poco meno di mezzo milione di capi a Harino, nella regione di Kostroma: a causa della malattia sono morti circa 500 capi e altri 1.223 sono stati abbattuti . Questo focolaio ne segue un altro individuato nella stessa zona nel dicembre 2017: in questa occasione sono stati colpiti oltre 663.000 capi appartenenti alla stessa azienda avicola.

La Russia da giugno aveva già segnalato casi di HPAI legati a un virus H5: recentemente il ministero dell’agricoltura ha confermato altri 8 focolai, portando il totale a 79. I casi più recenti riguardavano allevamenti da cortile, e un totale di 598 uccelli.

E’ stata invece dichiarata risolta dallìOIE la situazione in Bulgaria dove era stata segnalata la variante H5N8: gli 8 focolai individuati nel paese hanno colpito oltre 72.600 capi. L’epidemia più recente si è verificata a luglio in un allevamento da cortile mentre i precedenti focolai hanno interessato allevamenti commerciali.

L’agenzia per la salute animale della Danimarca ha riferito all’OIE che un altro uccello selvatico è risultato positivo alla variante H5N6: si tratta di un cigno trovato morto nel comune di Slagelse.

Fonte WattAgNet