In Germania un’alternativa proteica per le ovaiole

Nel settore avicolo l’alimentazione è una delle principali voci di costo. Fornire agli animali, attraverso i mangimi, i giusti componenti proteici è infatti piuttosto dispendioso e gli allevatori sono spesso costretti ad utilizzare ingredienti importati, come la soia.

L’allevatore tedesco Peter Probst ha per questo avviato un progetto per testare e valutare l’utilizzo del trifoglio nei mangimi in alternativa alla soia importata. Dal 2011 Probst ha una fattoria biologica. In Sassonia possiede oltre 100 ettari di terreni agricoli e 1.600 galline ovaiole. Di recente ha collaborato con l’Istituto di ricerca e tecnologia applicata-ZAFT presso l’Università di Scienze Applicate di Dresda (HTW Dresden).

Abbiamo scelto di creare un Operational Group per coltivare il trifoglio bianco e rosso e testarlo nei mangimi animali per incrementare la portzione di componenti proteici che è possibile produrre in Germania, o addirittura presso l’allevamento”.

Il Progetto è ormai operativo da oltre un anno e i risultati sono piuttosto promettenti. “Abbiamo scoperto che il trifoglio bianco è davvero adatto come componente proteico. Quando invece abbiamo utilizzato il trifoglio rosso nella percentuale pari al 15% vi sono state influenze negative in termini di produzione e qualità delle uova. Per quanto riguarda i costi, non ci sono state molte differenze. In relazione ai valori nutritivi e al contenuto di proteine le misture che abbiamo testato, alcune erano  leggermente più economiche, mentre altre un po’ più costose“.

Per esempio nel caso delle galline più giovani il mangime è risultato più costoso di 2 centesimi al chilo data la necessità di un apporto aggiuntivo del 4% di proteine delle patate. Tuttavia questo ha comportato un miglioramento del tasso produttivo e questo tipo di mangime ha reso il tuorlo molto più attraente in termini di colore.

Fonte Eip-Agri