In Europa diminuisce il rischio di focolai di influenza aviaria

In tutta Europa, le Agenzie nazionali per la salute degli animali hanno iniziato ad abbassare il livello di rischio legato all’influenza aviaria altamente patogenica (HPAI) e hanno mitigato o interrotto le misure di controllo applicate ai produttori di pollame.

Le Agenzie nazionali per la salute degli animali in altri paesi europei, tra cui Francia, Germania e Italia, che hanno registrato numerose o recenti epidemie HPAI, non hanno riportato nuovi casi.

Una settimana fa, è stato annunciato che gli allevamenti avicoli free-range dell’Inghilterra possono nuovamente far uscire all’aperto i loro animali. Lo stesso è stato fatto dal governo olandese: sulla base della riduzione del rischio derivante dal contatto con gli uccelli selvatici, causa principale della diffusione del virus, il Segretario di Stato per gli affari economici, Martijn van Dam, ha ritirato quasi tutte le misure nazionali contro la diffusione dell’influenza aviaria ad alta patogenicità, inclusa la custodia degli animali allevati all’aperto.

Sulla base dei dati forniti dal ministero olandese, tra il 9 novembre 2016 e il 19 aprile 2017, il virus è stato individuato in 8 allevamenti avicoli e un allevamento di riproduttori, e sono stati spopolati 15 capannoni. I capi persi a causa dell’infezione sono stati più di 727.000, e altri 335.000 animali sono stati sottoposti ad abbattimento preventivo per fermare un’ulteriore diffusione del virus.

Tuttavia la scorsa settimana, l’Autorità veterinaria russa ha riportato all’Organizzazione mondiale per la salute degli animali (OIE) un focolaio di HPAI ceppo H5N8, che ha comportato la morte o la distruzione di quasi 282.000 galline nella regione di Rostov. Inoltre secondo una nuova relazione dell’Oie nella città slovacca di Kosice, a causa dell’influenza aviaria un proprietario di avicoli da cortile ha perso l’intero gregge di 15 galline. Infine la Romania ha registrato nuovi focolai del ceppo H5N8 ma solo negli uccelli selvatici.

Fonte WattAgNet