In crescita la spesa alimentare delle famiglie italiane

Nel 2017 è aumentata la spesa delle famiglie per i prodotti alimentari. Lo conferma l’ultimo rapporto sui consumi alimentari di Ismea, secondo il quale nell’anno appena trascorso si è registrato un incremento del 3,2% rispetto al 2016. La timida ripresa annunciata all’inizio dell’anno ha preso corpo e ha trovato particolare slancio nella fase finale, tanto che il recupero della spesa che nei primi 9 mesi era pari all’1,3%, con i dati del quarto trimestre diventa più del doppio (+3,2%). Si consolida quindi, la fase di ripresa progressiva dei consumi delle famiglie, in un quadro macroeconomico caratterizzato dal quarto anno consecutivo di aumento del loro reddito disponibile, da un lieve incremento della propensione al risparmio e dalla ripresa del Pil.

In particolare, secondo gli ultimi dati Ismea-Nielsen, tra gennaio e dicembre i consumatori italiani hanno speso circa il 3% in più per l’acquisto di beni alimentari e il 4,6% in più per le bevande (alcoliche ed analcoliche).

La ripresa della spesa per i generi alimentari nel 2017 è sostenuta sia dai prodotti confezionati, in recupero di 3,7 punti percentuali, che da quelli sfusi (+1,8%).  Ma in ogni filiera sono i prodotti confezionati ad essere maggiormente favoriti, a sostegno della tesi che il consumatore chiede oggi che ogni prodotto venga “raccontato”. Il packaging assume infatti sempre più un ruolo fondamentale come mezzo per veicolare i nuovi claim, sia per evidenziare l’assenza (zuccheri aggiunti, latte e uova, olio di palma, glutammato, glutine) che la presenza (omega3, ferro, vitamine). In molti casi i segmenti naturale e benessere fanno registrare una crescita a due cifre.

Allo stesso tempo gli italiani sembrano ricercare anche praticità ed esperienze particolari di gusto, con apprezzamenti particolari verso zuppe pronte (+33%), dolci e dessert (+1,7%) infusi (+1%) e per gli ortaggi di IV gamma (+4,3%).

Il trend positivo della spesa investe tutte le filiere, ma è in alcuni casi da ascriversi al solo aumento dei prezzi medi unitari.
Da sottolineare le performance positive, in controtendenza rispetto allo scorso anno, di tutti i prodotti proteici di derivazione animale, con aumenti, dopo anni di flessione, della spesa per le carni. L’aumento della spesa è stato accompagnato da un aumento dei volumi oltre che dei prezzi unitari.

Nell’ultimo trimestre risulta in crescita anche la spesa per le carni avicole, che portano il dato complessivo del 2017 a +3,9%. Il segmento delle carni bianche è l’unico ad aver mostrato solidità nel periodo di crollo dei consumi, ma nel 2017 problemi sanitari hanno ridotto l’offerta di carni di tacchino, pertanto nel bilancio finale i volumi sono risultati solo in tenuta (+0,1%) ma i prezzi superiori rispetto allo scorso anno hanno permesso, anche nel 2017 risultati soddisfacenti in termini di spesa.

Buono il mercato delle carni suine fresche, con un aumento della spesa del 2,7% sostenuto dalla concomitanza positiva di volumi (+1,4%) e prezzi (+1%).

Ancora in fase negativa il mercato delle carni delle filiere minori: nel 2017 su 100 famiglie solo 21 hanno acquistato carne di coniglio (-13% in termini di volumi),

Fonte Ismea