In crescita la produzione europea di mangimi per animali

Secondo la recente relazione della Commissione europea “The EU Agricultural Outlook 2017-2030″ nell’Unione europea la produzione di mangimi aumenterà fino al 2030, in particolare nel settore dei mangimi medium-protein. L’aumento della produzione dei mangimi destinati al settore avicolo, lattiero-caseario e bovino rappresenta la spinta per l’aumento complessivo della produzione.

L’uso di mangimi composti crescerà di circa il 4% e raggiungerà i 275 milioni di tonnellate (mmt) entro la fine del 2030. Nel frattempo, i prezzi dei mangimi dovrebbero crescere solo leggermente rispetto a quelli attuali, e comunque resteranno ben al di sotto del picco raggiunto nel recente passato.

Gli autori del rapporto evidenziano che il tasso più rapido di aumento della produzione si verificherà probabilmente per i mangimi a media percentuale proteica, che includono glutine di mais, cereali secchi distillati, piselli, fave e siero di latte in polvere.

Nel 2014, 27 Stati membri dell’UE hanno introdotto politiche a sostegno dei coltivatori di legumi da campo, come piselli e fagioli, grazie al Voluntary Coupled Support (VCS), che ha consentito di concedere pagamenti supplementari ai coltivatori in aggiunta al prezzo delle materie prime. Questa manovra aveva come obiettivo influire sulle decisioni di produzione dei seminativi e incoraggiare la semina di colture particolari.

Durante tutto il periodo di studio, gli ingredienti a basso tenore di proteine, come cereali, grano, riso, crusca di cereali, melassa, radici e tuberi continueranno a costituire, in termini di volume, la maggior parte della produzione totale di mangimi dell’UE.

Il mercato principale per i mangimi animali dell’UE è il settore suino, che ammonta a 90 milioni di tonnellate l’anno e comprende principalmente orzo, grano e grano. Seguono bovini da carne e polli da ingrasso (circa 50 mmt ciascuno), bovini da latte (40 mmt) e galline ovaiole (20 mmt). La farina di semi di soia è l’ingrediente più importante per i mangimi dei broiler rispetto alle altre principali specie di produzione.

Per diversi anni dopo il 2011, il tasso di inclusione dell’orzo nei mangimi dell’UE è aumentato gradualmente, in gran parte grazie al suo prezzo favorevole rispetto a quello di grano e mais. Tuttavia, recentemente, la quota di mais è aumentata, e si prevede che questa tendenza continuerà fino al 2030 a causa dell’ampio approvvigionamento e dei moderati aumenti dei prezzi. Al contrario, una forte domanda di grano ha portato al suo utilizzo in altri settori piuttosto che per l’alimentazione animale.

Il rapporto prevede che nel settore dei ruminanti l’uso di mangimi aumenterà più rapidamente, raggiungendo il 41% della produzione totale entro il 2030. Sebbene anche per il settore lattiero-caseario si prevede un aumento della domanda di mangimi, l’intensificazione sarà dovuta in particolare al settore delle carni bovine.

Per tutte le altre specie, i miglioramenti deriveranno soprattutto dall’aumento dei rapporti di conversione degli alimenti, e quindi in particolare dagli animali nutriti principalmente con cereali. Si prevede che questi miglioramenti saranno più rapidi nei 15 stati membri più “anziani rispetto a quelli recentemente inclusi nell’Unione europea- I driver principali di questa differenza sono i miglioramenti genetici più rapidi, i guadagni di produttività derivanti dalla ristrutturazione del settore e il razionamento dei mangimi innescato dalle preoccupazioni ambientali.

La relazione della Commissione europea prevede anche, fino al 2030, il rafforzamento della domanda mondiale dei prodotti animali, sospinta dalla crescita della popolazione mondiale e dei redditi.

Fonte WattAgNet