In Cina previsto un calo della produzione avicola

Nel corso del 2018, in Cina, la mancanza di fiducia dei consumatori e le difficoltà di accesso al patrimonio genetico porteranno a una riduzione della produzione e delle vendite avicole. Il Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti, infatti, prevede che la produzione cinese di carne di pollo diminuirà anche nel 2018, attestandosi a 11,1 milioni di tonnellate, rispetto agli 11,7 milioni di tonnellate stimati per il 2017.

Le difficoltà del mercato cinese avicolo quindi riguardano sia la domanda che l’offerta: per i produttori è complicato l’approvvigionamento delle scorte, devono affrontare molti focolai di malattie e altre problematiche legate alla produzione e al marketing. Dal lato della domanda la fiducia dei consumatori nei confronti della carne di pollo rimane intatta ma molti importanti acquirenti si stanno trasferendo fuori dal paese.

Le problematiche legate all’approvvigionamento degli stock sono iniziate nel 2017 soprattutto a causa delle restrizioni commerciali legate ai focolai di malattie che hanno bloccato l’arrivo di materiale genetico da diverse aree del mondo: attualmente solo Canada e Nuova Zelanda forniscono scorte di grandparent a piumaggio bianco e, sebbene le importazioni da questi paesi siano aumentate, non sono in grado di coprire la richiesta complessiva.

Sebbene la Cina abbia avviato un grosso investimento nel settore della genetica, la mancanza di materiale dall’estero potrebbe continuare a intaccare la produzione di broiler anche quest’anno.

Inoltre la produzione interna deve affrontare i nuovi standard ambientali imposti a livello locale, fattore che intacca ulteriormente l’offerta disponibile sul mercato. Con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento di terra e acqua il governo cinese, in prossimità di aree ecologicamente sensibili, ha infatti creato “zone vietate” e tutte le aziende agricole che operavano nel loro interno hanno dovuto chiudere o trasferirsi.

La regione più importante per la produzione di avicoli a piume bianche è la provincia di Shangdong, una delle zone maggiormente interessate al provvedimento, che ospita la città di Shougang. Si calcola che oltre la metà dei quasi 2.000 allevamenti di pollame a piume bianche della zona si trovano proprio in aree vietate e, secondo il piano ambientale locale, si prevedeva la loro chiusura entro la fine del 2017.

Fonte WattAgNet