In cina è l’anno del Gallo.. ma sarà anche quello del pollo?

Se in Cina il 2017 è l’anno del Gallo, le previsioni indicano che il settore avicolo del paese continuerà a decrescere, e tutto il commercio mondiale sarà probabilmente influenzato dalla risposta della Cina ai casi di influenza aviaria (AI).

Secondo un recente rapporto dell’USDA, in termini di produzione, nonostante la continua modernizzazione dell’industria cinese, i potenziali guadagni previsti, verranno annullati dai bandi cinesi nei confronti dei fornitori chiave di grandparent, come Stati Uniti e Francia. Questi divieti hanno hanno causato interruzioni significative nella produzione del pollo domestico dalla piume bianche, e probabilmente continueranno limitare la produzione per tutto il 2017.

Inoltre, i focolai di influenza aviaria che continuano a registrarsi in Cina tra la popolazione umana, collegati ai tradizionali mercati di pollame vivo, lo sbocco commerciale più importante per il pollo cinese dalle piume gialle, hanno portato alla chiusura di molti mercati, diminuendo la domanda di questo genere di avicoli. Anche a causa dei divieti contro gli Stati Uniti e molti produttori di carne di pollo, le importazioni avicole provenienti da alcuni paesi del Sud America e dalla Polonia sono salite alle stelle.

In Cina la produzione di pollame nazionale è composta da quattro diverse tipologie di pollo: piume gialle, piume bianche, misto (giallo e bianco), e ovaiole a fine produzione. In termini geografici, i polli a piume gialle sono generalmente prodotti nel Sud del paese, mentre quelli a piume bianche nel Nord.

La Provincia di Shandong è di gran lunga la principale area di produzione avicola, con oltre il 15% della produzione totale di broiler della Cina. Tuttavia, in termini di crescita sono le regioni di Sichuan, Fujian, Liaoning, e Anhui ad essere trainanti, anche grazie al consolidamento del settore, dato che grandi produttori avicoli come il Fujian Sunner Group, stanno espandendo e modernizzando i propri impianti in queste zone.

Inoltre, le tradizionali provincie produttrici di pollame, Guangdong e Jiangsu, hanno registrato un significativo calo della produzione (-13% negli ultimi 5 anni), attribuibile sia alle preoccupazioni ambientali dei centri urbani densamente popolati, sia ad uno spostamento della produzione dal Sud al Nord, e quindi dal pollo giallo a quello bianco.

Il lento passaggio dalla produzione di polli gialli a polli bianchi è legato all’aumento della produttività (e quindi della redditività) della produzione del pollo bianco, al cambiamento delle preferenze dei consumatori cinesi, e alle crescenti preoccupazioni riguardanti la trasmissione di influenza aviaria nei tradizionali mercati di pollame vivo.

Tuttavia i recenti guadagni produttivi, resi possibili proprio da questo cambiamento, sono attualmente compensati da diversi fattori, tra cui gli attuali divieti cinesi sui grandparent provenienti dagli Stati Uniti e da diversi paesi dell’UE. Il risultato sarà la continua diminuzione della produzione totale di broiler.

La mancanza di grandparent di polli bianchi resta il più grande ostacolo per l’aumento della produzione cinese di pollame. La maggior parte dello stock dei polli bianchi cinesi destinati all’allevamento, viene importata dall’estero e ora la maggior parte dei fornitori sono tagliati fuori a causa dei casi di aviaria.

A gennaio 2015, agli Stati Uniti, che nel 2014 hanno fornito alla Cina il 90% dei grandparent di polli bianchi, è stato vietato esportare riproduttori verso la Cina (oltre alla maggior parte di tutti gli altri prodotti avicoli). Attualmente, gli unici grandi produttori in grado di esportare in Cina sono Nuova Zelanda e Spagna. Tuttavia, questa offerta è attualmente insufficiente a soddisfare le esigenze del settore avicolo cinese e lo stock di grandparent continuerà a diminuire.

L’industria del pollame cinese sta tentando di sviluppare un’industria riproduttiva locale. Per esempio la grande azienda Shandong Yisheng, ha recentemente firmato un contratto di tre anni, del valore di 10 milioni di dollari, con la ditta francese Hubbard per l’importazione di grandparent, in particolare dai suoi allevamenti francesi, ma anche da altri paesi attualmente non colpiti dai divieti. Tuttavia, questa strategia richiede una notevole competenza scientifica e tecnica, che l’industria del pollame cinese non può ancora applicare su larga scala e da un punto di vista commerciale.

Fonte World Poultry