In Australia la sovrabbondanza di suini potrebbe portare al loro abbattimento

Se gli allevatori non riusciranno a trovare una diversa soluzione, l’esagerato numero di suini presenti negli allevamenti dell’Australia potrebbe comportare una misura drastica: il loro abbattimento. Lo ha riferito il settimanale locale Times secondo il quale i macelli stanno restituendo ad alcuni allevatori numerosi capi.

Questa sovrabbondanza è casata da diversi fattori: la domanda di carne da parte della Cina, in occasione del Capodanno, è stata inferiore alle aspetattive e, allo stesso tempo, un incendio che ha devastato un impianto di disossamento nel Queensland ha rallentato le operazioni di trasformazione dei prodotti. Allo stesso tempo, nel giro di un anno, da gennaio 2016 a gennaio 2017, la produzione di suini è aumentata del 14%.

Malgrado tutto il consumo interno è rimasto forte. Il maiale ha preso sempre più piede e ha soppiantato il manzo, diventando la seconda carne più consumata in Australia. Gli australiani consumano mediamente 27,9 chilogrammi di carne suina, mentre è il pollo ad essere la carne preferita con un consumo medio annuo di 45,3 chilogrammi.

L’eccesso di offerta ha avuto ripercussioni anche sul livello dei prezzi: quelli del maiale e di altri prodotti suinicoli sono infatti diminuiti drasticamente. Il presidente della Victorian Farmers Federation ha detto che, da metà gennaio, i prezzi sono calati costantemente e stanno ormai raggiungendo i costi di produzione. In appena una settimana si è registrato un calo di 20 centesimi.

Fonte The Poultry Site