In Australia i rifiuti della canna da zucchero utilizzati come mangimi

Con l’obiettivo di ridurre i costi legati all’alimentazione e fare un uso migliore dei rifiuti non sfruttati, i ricercatori della Queensland University of Technology, in Australia, stanno cercando un metodo per utilizzare la bagassa, un residuo di estrazione proveniente dalla lavorazione per frantumazione e spremitura della canna da zucchero, come ingrediente per mangimi per pollame e bestiame.

Secondo la stessa università la bagassa è tra i rifiuti agricoli più abbondanti al mondo. In Australia, parte di questo residuo viene bruciato per generare elettricità per mulini o per la rete elettrica; ma gli scienziati stanno cercando usi alternativi. Tra questi la possibilità di utilizzarlo come ingrediente per l’alimentazione del bestiame.

Coltivare e trasformare la canna da zucchero richiede “molta energia” e al tempo stesso genera una grande quantità di rifiuti. Un solo mulino può produrre giornalmente 1.800 tonnellate di rifiuti fibrosi. Secondo il ricercatore della Queensland University Mark Harrison gli zuccherifici producono già melassa, che viene somministrata ai bovini in altri paesi dove viene coltivata la canna da zucchero. “La bagassa rappresenta un’altra opportunità per l’industria della canna da zucchero che può fornire ingredienti al settore zootecnico“, ha affermato.

Tuttavia, per essere un ingrediente utile per il pollame e i suini, il contenuto di fibre contenuto nella bagassa deve essere scomposto per rendere i nutrienti in esse contenuto più digeribile.

Presso l’impianto pilota per le biomaterie rinnovabili dell’Università, i ricercatori hanno sottoposto la bagassa a diverse quantità di calore e pressione. Anche se applicati per un breve periodo, questi elementi possono far esplodere le fibre, rendendo in questo modo più nutrienti disponibili per la produzione di etanolo.

Guidati dal professor Robert Speight, gli scienziati del laboratorio dell’Università hanno studiato il contenuto microbico dei rifiuti della canna da zucchero. Il loro obiettivo è sostenere l’attività delle specie probiotiche naturali e degli enzimi che producono per rendere più digeribile la bagassa. “Quello che vogliamo fare è aggiungere i probiotici o gli integratori enzimatici, per stimolare la crescita degli animali rendendo quindi l’allevamento più produttivo e redditizio”. ha detto Speight.

La fase successiva e cruciale del programma di ricerca è la sperimentazione su larga scala di alimenti zootecnici che utilizzano la bagassa migliorata. L’Università sta anche cercando di identificare altri potenziali usi per questo rifiuto. Ad esempio, quest’anno è stato avviato un test per convertire la bagassa in carburanti jet e diesel utilizzando la tecnologia sviluppata dalla società statunitense Mercurius Biorefining. Altri ricercatori stanno inoltre studiando il materiale di scarto come fonte di probiotici (ceppi di Bacillus), enzimi e altre sostanza che possono essere utilizzate nel settore della microbiologia industriale o nell’alimentazione animale.

Fonte WattAgNet