In aumento il mercato internazionale delle proteine

Nel 2019, la produzione della maggior parte delle specie animali è destinata ad aumentare in quasi tutto il mondo. Lo annuncia Rabobank nel suo nuovo “Global Animal protein Outlook Report” sottolineando, tuttavia, che tuttavia, il ritmo della crescita sta rallentando.

Nel rapporto, gli esperti affermano che il tasso di crescita della produzione mondiale di proteine animali dovrebbe rallentare nel corso del 2019, soprattutto a causa di alcune aree di incertezza nel commercio, della biosicurezza e del clima. Ciò significa che la crescita sarà inferiore alla media degli ultimi 5 anni, soprattutto perché nel 2018 è stata registrata una crescita maggiore del previsto. I settori che subiranno il rallentamento maggiore saranno i prodotti a base di carne di maiale e i frutti di mare. Il pollame, invece, dovrebbe registrare una crescita maggiore rispetto al 2018.

Per quanto riguarda il Nord America il rapporto prevede una forte crescita della produzione, con aumenti su tutte le specie animali, in particolare del maiale. Nonostante un anno pieno di sfide in termini di produttività e forniture record delle altre fonti proteiche, il 2019 si profila come un anno particolarmente positivo anche per il settore dei broiler. Saranno completati diversi nuovi impianti e il conseguente aumento della produzione dovrebbe stimolare ulteriormente i mercati interni. In aumento anche le esportazioni.

Anche in Europa la produzione di pollame è in crescita, mentre resta stabile quella di carne di maiale e manzo. Le esportazioni europee cresceranno e la biosicurezza diventerà un fattore sempre più importante. A causa della peste suina africana, nel 2019 la Cina aumenterà le importazioni di carne di maiale, offrendo una nuova opportunità di incremento alle esportazioni di carne suina dell’Unione europea.

Sarè quindi la biosicurezza il problema principale del settore cinese delle proteine animali, e la produzione di carne suina sarà sostanzialmente inferiore alle aspettative, spingendo ad un aumento delle importazioni. Rabobak prevede un calo della domanda di carne di maiale, soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi oltre che delle preoccupazioni dei consumatori: la diminuzione del consumo interno di carne suina si attesterà tra il 3% e il 5%.

In Brasile la produzione di tutte le specie del complesso proteico animale sta crescendo. Le condizioni economiche locali influenzeranno la domanda interna e al momento le incognite sono numerose. Per il 2019 Rabobank prevede una ripresa delle esportazioni di pollame brasiliano, che potrebbero colmare il calo stimato per il 2018 di circa il 7%. L’Arabia Saudita e la Cina dovrebbero rimanere le principali destinazioni del pollame brasiliano.

Tornando in oriente, la produzione avicola del Sud Est asiatico nel 2019 raggiungerà i 9,3 milioni di cwt, un aumento dell’1,3% rispetto al 2018. Tale ‘incremento è dovuto in particolare alle maggiori esportazioni della Thailandia e all’intensificazione produttiva in corso nel Vietnam. Allo stesso tempo, stanno aumentando le pressioni sui costi che metteranno alla prova produzione locale e importazioni.

Ma cosa aspettarci dal 2019? Secondo Rabobank il protezionismo commerciale, la biosicurezza e i blocchi non tariffari continueranno ad avere un impatto sul commercio globale, anche se sono stati ratificati importanti accordi commerciali come CPTPP, USMCA e IA-CEPA. Le barriere non tariffarie saranno probabilmente più significative, e i requisiti di biosicurezza e gli standard di produzione influiranno sui flussi commerciali. Si potrebbe sostenere che gli ostacoli non tariffari verranno sempre più utilizzati come barriera al commercio delle proteine animali.

Dato che le nuove opportunità di esportazione stanno diminuendo, nel 2019 gli investimenti nella produzione e nella distribuzione nei mercati di riferimento potrebbero svolgere un ruolo particolarmente importante. Inoltre eventuali indebolimenti delle valute potranno causare effetti imprevisti nei paesi importatori, sebbene una valuta debole renderà più competitivi i paesi esportatori: nel 2019 potrebbe essere il caso di Brasile, Argentina, Thailandia, Australia e Nuova Zelanda.

Fonte WattAgNet