In aumento dell’8% il pollame della Scozia

Nell’arco di un anno, fino a giugno 2016, in Scozia i capi di pollame sono aumentati dell’8% (oltre 1 milione di uccelli) portando il numero totale di animali disponibili a 14 milioni. Sono i dati forniti dall’ultimo censimento dell’industria del governo scozzese.

Il censimento mostra un aumento delle pollastre per la produzione di uova da tavola pari a 216.000 capi (3,5%) e ora le pollastre in allevamento sono 6,33 milioni; l’aumento dei broiler, e altro pollame da carne, è stato pari a 840.000 capi (+15%), portando il numero complessivo a 6,51 milioni di capi.

Negli ultimi anni, il numero di brolier carne è diminuito, e ora rappresenta solo il 46% del totale” si legge nel rapporto appena pubblicato “Il resto del pollame è composto principalmente da galline e pollastre (45%). I polli da riproduzione rappresentano l’8%, mentre gli altri volatili (tra cui i tacchini) costituiscono poco meno dell’1% del totale“.

Nei commenti viene sottolineato l’impatto della direttiva UE 1999/74/CE, che ha posto i requisiti minimi sulle dimensioni e le condizioni delle gabbie arricchite destinate alle ovaiole. “Tuttavia, il numero di ovaiole è aumentato di 1,86 milioni negli ultimi 4 anni” e il numero raggiunto a giugno 2016 è il più alto degli ultimi 10 anni.

Il responsabile della politica di NFU Scozia, Penny Johnston, ha precisato che “le cifre del censimento relative al pollame sono incoraggianti e fa piacere vedere che anche i numeri relativi ai broiler stanno ricominciando a crescere. Dopo alcuni anni difficili, il settore dei broiler si sta stabilizzando, e speriamo che in una nuova crescita delle vendite dei polli scozzesi. Ci fa anche piacere la crescita registrata nel settore delle uova, ma ci aspettiamo un nuovo periodo di transizione dato che i sistemi di produzione si dovranno adattare alle future esigenze dei rivenditori”.

Fonte Poultry News